Parole per Giuliana

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“La morte conclude la vita, ma non conclude una relazione”.

Sherwood Anderson.

Il lutto per la morte di un genitore è un fatto travolgente in qualunque momento della vita. Per questo il nostro gruppo si strige attorno alla amatissima Giuliana Franceschini, pur sapendo che ciò non può lenire il dolore per la morte del padre, ma può aiutare ad accettarlo.

In noi agiscono mille fantasmi, ombre provenienti dal mondo esterno: più che individui siamo una sorta di case infestate da una moltitudine di presenze che ci governano, terrorizzano e rare volte guidano saggiamente. Tutto dipende dalla fortuna dei nostri incontri e dalla consapevolezza con cui entriamo in relazione con le persone che troviamo lungo il nostro cammino.

E, con Giuliana, di incontri fortunati ne abbiamo avuti, diversi negli anni, fino a quello più significativo e recente con Jeffrey Yuen, che non stanca mai di ripetere che una persona svanisce dal mondo esterno, ma lascia per sempre la sua eredità. La forza, la determinazione, la capacità di accadimento e di sopportazione che hai, cara Giuliana, sono l’eredità imperitura che viene da tuo padre e che durerà, accanto a te, immortale.

Nel suo libro “Sorelle”, Lidia Ravera afferma:
“Io esisto ancora, tu non ci sei più, come parli di te o non ne parli, sono sempre minacciata dal pianto. Devo fare ricorso più volte nella giornata a una pacatezza al quanto più ragionevole, rallento il ritmo, abbasso il tono della voce, economizzo gli aggettivi. La tua morte ha rarefatto l’atmosfera. Niente ha alcun potere sulla morte, luogo della sconfitta della parola, eppure abbiamo parlato per 40 anni io e te; adesso parlo solo io, tu non parli più, non c’è risposta, né un sorriso, niente”.

Ma noi sappiamo, e Giuliana lo sa per prima, che invece il ricordo della persona defunta, i vissuti condivisi con essa continuano a vivere sicchè l’assente diventa “grande presente” e ci guida con serenità nei nostri atti.


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