Il Tuina ed altri massaggi orientali

La massoterapia, una componente essenziale della Medicina tradizionale cinese, è un metodo terapeutico che si basa sui principi della manipolazione di aree o punti particolari dell’organismo del paziente per stimolarli a combattere la malattia.
Anticamente era chiamata Tuina, spingere e afferrare, e si trova una sua prima menzione nel “Classico di medicina interna dell’Imperatore Giallo”, al capitolo “Energia vitale, sangue, costituzione fisica e mentale”, dove vi si legge: “quando l’organismo è in stato di agitazione, i canali o meridiani sono impediti; conseguentemente il corpo perde di sensibilità e deve essere trattato con il massaggio…”.

Il famoso medico dell’antichità, Pian Que, fece uso del massaggio per curare le malattie.
Secondo un antico catalogo, la prima monografia sulla massoterapia è stata l’opera “Dieci capitoli sul massaggio di Huangdi e Qibo” che però sfortunatamente è andata perduta. Nella dinastia Sui (581-618) la massoterapia è stata trattata come una materia speciale. Vari metodi massoterapeutici furono presentati nella monografia “Eziologia e sintomatologia delle malattie” (610) di Chao Yuanfang e Sun Simiao (581-682), della dinastia Tang, nella sua opera “Mille rimedi preziosi” citò i metodi di Laozi e di Bodhidharma.
La “Collezione generale dei soccorsi sacri”, composta nel 1117 durante la dinastia Song, riservò un intero capitolo alla massoterapia. Tecniche chiropratiche e la loro applicazione clinica fecero ulteriori progressi nella dinastia Yuan (1271-1368) e durante quella Ming furono costituiti in un dipartimento clinico speciale, soprattutto per il trattamento delle malattie infantili.

Dalla fondazione della nuova Cina (1949), la massoterapia ha subito ulteriori sviluppi ed è stata popolarizzata come una delle più importanti terapie riabilitative. La massoterapia attiva il Qi, l’energia o fiato vitale, e il sangue, sblocca i canali e ammorbidisce le articolazioni. Le reazioni fisiologiche nei tessuti locali attivano e migliorano la circolazione della secrezione linfatica e del sangue. Il massaggio aumenta l’irrorazione sanguigna che favorisce il metabolismo dei tessuti e l’assorbimento sia di edemi che di travasi sanguigni ed emorragie antiche. Dal momento che la flessibilità dei muscoli e dei legamenti viene migliorata è ristabilita anche la loro funzione normale.
In breve, la funzione propria della massoterapia è di agire direttamente sugli organi lesi per eliminare la causa della disfunzione o indirettamente tramite il miglioramento dell’equilibrio in modo che gli organi stessi si irrobustiscono; cura le malattie organiche tramite appunto quest’ultimo meccanismo. Fattore chiave della massoterapia sono le diverse operazioni compiute con le mani o altre parti del corpo.
L’abilità manipolatoria e la sua applicazione appropriata sono elementi condizionanti per la sua efficacia terapeutica. La manipolazione deve essere gentile e uguale, vigorosa e persistente, in modo da ottenere un’azione penetrante. Gentile significa che la manipolazione deve essere leggera ma non superficiale, consistente ma non fissa, vigorosa ma senza durezze e scatti. Uguale indica che deve essere conforme, né troppo veloce né troppo lenta, con pressione costante. Vigorosa implica l’uso di una determinata forza che varia a seconda della costituzione del paziente, della disfunzione e della posizione della lesione. Persistente significa che la manipolazione deve continuare per un determinato tempo senza però stancare il paziente. Tutti questi aspetti si correlazionano organicamente a vicenda. Solo un lungo periodo di pratica e una lunga applicazione clinica della manipolazione rendono l’operatore capace di impadronirsene abilmente e di applicarla efficacemente a seconda dei bisogni del paziente. Esistono diverse tecniche di massaggio senza però purtroppo una terminologia unificata. Modi di manipolazione simili hanno nomi diversi, nomi simili indicano modi diversi.

Nel trattamento clinico generalmente vengono applicati vari modi di manipolazione che si supplementano a vicenda. Il Tuina si basa su otto tecniche di base:

  1. Duifa o “pressione-spinta” sull’Energia QI di un Punto o di un settore superficiale di Meridiano. Da questa tecnica derivarono, qualche millennio dopo, il massaggio connettivale ed il linfodrenaggio.
  2. Nafa o “afferrramento per spostare e rilasciare”
  3. Anyafa o “pressione perpendicolare”
  4. Mofa o frizione
  5. Niefa o “pizzicottamento”
  6. Gunfa o “impastamento”
  7. Qiafa o “frizione contrastata”
  8. Koudafa o “percussione”

I modi fondamentali sono i seguenti.

  • Spinta
    Comprende spingere con il dito o con il palmo.
    Spinta digitale: usare la punta del pollice per spingere un’area ristretta o un agopunto. E’ caratterizzata da stimoli moderati, da ristretta zona coinvolta ma può essere applicata in tutti i punti del corpo; di solito è usata per agopunti della testa, del volto, del torace e dell’addome. E’ efficace per il mal di testa, di stomaco e di schiena, per dolori addominali, per indolenzimenti dei muscoli e delle articolazioni.
    Spinta palmare: premere la parte interessata con il palmo e spingerlo in una determinata direzione. Interessa aree più vaste e può essere usata su tutto il corpo; la forza eser-citata deve essere stabile, i movimenti lenti, la palma deve aderire bene alla superficie contattata. Sbloccando i canali, promuove la circolazione del sangue.
  • Presa
    Facendo uso del pollice, dell’indice e del medio o delle altre dita insieme, afferrare e rilasciare una certa area o determinati punti. E’ indicata come terapia supplementare per il torcicollo, per gli indolenzimenti delle articolazioni e dei tendini.
  • Pressione
    Usare il pollice o la base del palmo per premere certe zone o determinati punti con forza crescente, in movimenti circolatori intercalati da brevi soste. Causa for- te stimolazione ed è combinata di solito con la frizione. Ha effetti analgesici, rilassa i muscoli e cura le deformità della colonna vertebrale.
  • Sfioramento
    Usare la palma o le tre dita centrali insieme per manipolare una determinata zona in movimenti circolatori e ritmici aiutandosi anche con la flessione del polso e dell’avambraccio. E’ usato soprattutto sulla zona toracica, addominale e costale per la cura di dolori gastrici, dilatazione addominale, dispepsia e ristagno di Qi.
  • Frizione
    Usare il palmo o l’eminenza te-nare o ipotenare per massaggiare determinati punti con movimenti rettilinei, avanti e indietro. La frizione è attuata all’inizio e alla fine della massoterapia. Questo massaggio causa stimolazione soffice e calda che sblocca i canali attivando il sangue e l’energia vitale; migliora anche l’azione antioncotica e analgesica, regolando l’intestino, dilatando i vasi sanguigni, promuovendo la circolazione del sangue e della secrezione linfatica.
  • Percussione
    Si può battere con il palmo, col pugno o con un’assicella.
    È applicata generalmente sulla testa, sulle spalle, sulla schiena, sulla vita, sulle natiche e sugli arti per la cura specialmente di dolori reumatici, di atrofie muscolari, di cianosi delle estremità, di formicolio e intorpidimento, di spasmi muscolari ecc.
  • Vibrazione
    Mantenere il movimento vibratorio fino a trasmetterlo a tutto il corpo. Adatta per tutte le parti del corpo, deve essere energica e di alta frequenza. Di solito si opera con una mano sola ma si può usarle entrambe. Produce azione analgesica, attiva il sangue, regola l’energia vitale e le funzioni di stomaco e milza; promuove anche la digestione ed elimina i ristagni ecc.
  • Torsione
    Tenendo con una mano la parte distale di un’articolazione e con l’altra quella prossimale, ruotare lentamente. E’ adatta per trattare le articolazioni degli arti, del collo e della vita; cura disordini motori, irrigidimenti di articolazioni e difficoltà nei movimenti estensori e flessori.
  • Stiramento
    Tenere la parte malata con entrambe le mani o le braccia, tirare o ruotare con vigore muovendo le mani in opposte direzioni fin quando l’articolazione produce uno scatto. E’ usata a complemento di altre terapie ed è indicata per trattare le articolazioni.
  • Trazione
    Indicata principalmente per la dislocazione di piccole articolazioni, per lesioni di tendini, per disfunzioni delle giunture delle spalle e della mandibola ecc.
  • Impastamento
    Piegando leggermente le articolazioni del metacarpo e delle falangi, premere con il lato del palmo sulla parte malata e muovere il carpo in modo ritmico e continuo, coordinando i movimenti pronatori e supinatori dell’avambraccio con quelli flessori ed estensori del polso.

Questi movimenti esercitano una certa forza uguale sulla parte massaggiata, sbloccando i canali e rilassando i tendini; attivano anche l’energia vitale e il sangue oltre a causare azione analgesica. Il massaggio terapeutico consiste nella manipolazione dei tessuti molli di intere aree del corpo al fine di ottenere effetti come rilassamento, miglioramento della qualità o quantità del sonno o sollievo da dolori muscolari.
L’applicazione del massaggio a fini terapeutici è una pratica comune a moltissime culture, fra cui quelle indiana e cinese. Il massaggio europeo fu sviluppato da Per Hendrik Ling nel XVIII sec., l’inventore del cosiddetto “massaggio svedese”: si tratta di una tecnica molto vigorosa di massaggio, che secondo Ling poteva agire positivamente sulla circolazione ematica e linfatica.
Col tempo, questa tecnica è stata modificata dagli stessi terapisti che la applicano, che ne hanno enfatizzato gli aspetti psicologici e spirituali: i benefici di questa terapia vengono ora descritti come sensazioni di “calma” o “completezza” più che scioglimento di giunture irrigidite o miglioramento nella circolazione sanguigna. Inoltre anche la tecnica di massaggio stessa è stata col tempo modificata, in quanto quella odierna risulta più delicata, rilassante, fluente ed intuitiva di quella teorizzata da Ling. Le manovre più usate per massaggiare sono lo sfioramento, la frizione, l’impastamento e la percussione. Le “virtù” del massaggio sono innumerevoli. Si può cominciare dal rilassamento che, già di per sé, consente al nostro organismo di rigenerarsi, riequilibrando il sistema nervoso e ormonale, per passare, poi, in rassegna il lungo elenco di effetti positivi che questa tecnica apporta.

Tra i benefici, in primo piano ci sono:

  • Attenuazione dei segnali di tensione presenti sotto forma di crampi e spasmi muscolari.
  • Potenziamento del sistema immunitario, grazie al fatto che il movimento e le contrazioni muscolari rappresentano un metodo efficace per far circolare il liquido linfatico (che elimina le tossine) all’interno dell’organismo.
  • Miglioramento della circolazione, dal momento che i movimenti compiuti durante il massaggio consentono di spingere il sangue in direzione del cuore. In pratica si favorisce lo scambio, a livello cellulare, del sangue contenente le tossine, con sangue nuovo ricco di elementi nutritivi.
  • Eliminazione delle cellule morte e assorbimento di elementi che nutrono la pelle, rendendola vellutata e aiutandola a respirare.
  • Produzione di una sensazione di benessere dovuta al fatto di sentirsi accarezzati e coccolati.

Solitamente questa tecnica non presenta particolari controindicazioni, tuttavia è opportuno considerare che in alcune situazioni, come in caso di lesioni e di patologie come stati febbrili, infiammazioni, cardiopatie, malattie infettive, sia opportuno evitarlo.

Oggigiorno sono divenute molto diffuse delle tecniche totali o zonali di massaggio derivanti dalla tradizione energetica orientale che attribuiscono al massaggio un’azione reflessogena ed olistica. I fautori di queste tecniche sostengono che, in aggiunta al rilassamento ed agli altri effetti benefici non-specifici del massaggio, la loro particolare tecnica è capace di fornire effetti terapeutici più specifici e mirati, come ad esempio in casi di atassia, osteoartrite ed epilessia.
Allo stesso modo, alcuni aromaterapisti riferiscono buoni risultati nel trattamento di infertilità, acne, diabete e febbre da fieno. Fino ad oggi, la ricerca scientifica volta a verificare sperimentalmente i veri vantaggi della massoterapia è stata piuttosto limitata, ed orientata a vagliare soprattutto gli effetti psicologici del trattamento: gli studi caso-controllo randomizzati sull’argomento dimostrano l’efficacia del massaggio nel ridurre il livello d’ansia nel breve periodo in una gran varietà di contesti, mentre le prove del fatto che questi effetti si possono mantenere a lungo termine sono più limitate.
Sempre secondo gli studi, gli effetti del massaggio sul sonno o sul dolore rimangono fatti episodici: vi sono alcune prove degli effetti più “tradizionali” di questa terapia, come il miglioramento della circolazione e la diminuzione della tensione muscolare, ma non vi sono dati affidabili che colleghino questi cambiamenti con benefici clinicamente rilevanti, come sollievo dal dolore muscoloscheletrico, aumento della mobilità o miglioramento delle prestazioni atletiche. Alcuni test sono riusciti a provare che l’applicazione del massaggio in neonati prematuri ha effetti positivi apprezzabili, come aumento di peso e sviluppo più rapidi; sono molti di meno invece i test clinici in grado di dimostrare un qualsiasi effetto del massaggio su patologie come l’osteoartrite, l’epilessia, l’infertilità o il diabete. Molti altri effetti episodici di queste tecniche non sono stati ancora sottoposti a studi randomizzati caso-controllo.

Le varianti più note del massaggio energetico orientale sono:

  • Cinese: detto Dui Na o Anma, con massaggio vero e proprio e tecniche manipolative che ricordano la chiropratica.
  • Giapponese: variante Anma , versione del Dui Na , variante Kembiki che era praticata da terapisti ciechi, variante AMPUKU che tratta la zona paraombelicale Hara, la variante moderna SHIATSU nata nel 1928 come semplificazione del Dui Na, variante WATSU, in acqua.
  • Tibetano: massaggio con frizioni su ampie zone corporee.
  • Thailandese: massaggio della Scuola meridionale Wat Po (Bangkok) e di quella settentrionale a Chaing Ma, imperniate anche sulle manipolazioni articolari.
  • Indiano: massaggio Ayurvedico, descritto nel testo Astanga Hrdaya ( V° sec. aC) usa tecniche di drenaggio e tecniche con fitofarmaci.

Tali massaggi trovano indicazione nel corso di patologia psichiatrica (neurosi, depressioni, stress), patologia geriatrica, medicina sportiva, patologia artroreumatica, terapia antiobesità ed anticellulite, patologia gastrodigestiva, patologia respiratoria, patologia cardiovascolare, patologia ginecologica, patologia urogenitale e sessuale, patologia neurologica, rianimazione e patologia degli organi di senso, medicina estetica. Le forme più note, applicate e studiate in occidente sono lo Shiatsu, l’Anmo ed il Duina.

Le ricerche scientifiche dimostrano che tali metodiche producono i seguenti effetti: aumento delle betaendorfine, variazioni del cGMP ematico e nel liquor, variazioni termoregolatorie, aumento della microcircolazione distrettuale, miglioramento del circolo sistemico, azione drenante, disintossicante ed armonizzante sull’equilibrio acido/base, miglioramento del drenaggio dei liquidi extracellulari, azione antistasi antiedemigena ed analgesica, miglioramento dell’attività neurovegetativa e dell’assetto immunocompetente, riduzione dei radicali liberi per aumento della superossido-dismutasi e della catalasi, modificazioni metameriche, ripristino dell’eutrofismo tissutale, attivazione di centri inibitori antinocicettivi del SNC, aumento dell’escursione articolare in sedi lese da traumi, ripristino della libido e delle funzioni sessuali, attività antisenilità, antistress, antiponderale, eutrofico-estetica.
Attualmente in USA è molto in uso il micromassaggio riflesso di mani e piedi, con azioni molto positive in età pediatrica (autismo, enuresi) e geriatria (reumatismo, depressione, Alzheimer). Scarsi invece gli studi su massaggio tibetano, ayuverdico, filippino.

A partire dagli anni ’90, prima negli USA e poi in Europa, sta prendendo piede una forma di massaggio sviluppatosi nel XVI secolo a Sumatra e definto Sea-Malay. Studi clinici controllati ne dimostrano l’efficacia in corso di fibromialgia diffusa, ansia e depressione.
La manipolazione di Spinta Tui Fa si esegue effettuando una spinta sulla superficie cutanea in modo da determinare un riscaldamento, uno scollamento tissutale, un ripristino della circolazione ed un rilassamento. In genere si applica con il palmo della mano, ma si può praticare anche con il pugno e con il pollice (per piccole aree) ed a seconda della superficie da trattare, si sceglierà il modo migliore per praticarla, tenendo presente che il dorso sopporta una certa forza che, però, non è sostenibile dal ventre o dalla cute delle superfici palmari degli arti superiori. Da un punto di vista energetico, la manipolazione di spinta è una manipolazione tonificante se applicata leggermente e lentamente, mentre è disperdente se applicata con forza e rapidamente.

La manipolazione di Presa Na Fa si esegue afferrando il tessuto, praticando una certa pressione, inducendo la penetrazione di energia. Si esegue impiegando il pollice e le altre dita della mano, sia singolarmente (per piccole superfici) che in associazione (per superfici più ampie), generando una pressione lieve, media o forte ed imprimendo, o meno, una leggera rotazione. Si applica principalmente sugli arti e sulle spalle ed è una manipolazione tonificante se applicata leggermente e brevemente e disperdente se praticata con forza e rapidamente. In genere la manipolazione viene praticata con progressione per cui si inizia con una forza leggera e si prosegue aumentandola.

La manipolazione di Pressione An Fa consiste nell’effettuare una pressione su una superficie cutanea applicandola con il pollice, con il pugno, con il palmo, con il gomito o con il tallone. Si applica, in genere, sui punti d’agopuntura o sul percorso dei meridiani al fine di sbloccare l’energia e disperdere un eccesso o una stasi. La pressione da applicare deve essere graduale sia su persone robuste che, soprattutto, su persone anziane e deboli o di debole costituzione. Questa manipolazione diviene disperdente se la pressione è molto forte,(ed anche molto dolorosa) e tonificante se è leggera e progressiva.

La manipolazione di Frizione Mo Fa è quella universalmente più conosciuta e consiste nell’accarezzare la cute con movimento rotatorio, effettuando una pressione molto limitata senza, cioè, coinvolgere il sottocute o i muscoli. In genere si estende su vaste aree ed è una manipolazione preparatoria a quelle appena descritte ed alle altre. Il movimento circolatorio, le numerose ripetizioni e l’attrito tra la mano del massaggiatore e la cute del paziente, determinano il riscaldamento cutaneo, dei meridiani e lo scambio di informazioni tra massaggiatore e massaggiato, informazioni non dette e comunque importanti.
Questa manipolazione non è ne tonificante né disperdente ma preparatoria ed intima e quindi è da applicare costantemente anche per terminare la seduta terapeutica.

La manipolazione di Impastamento Rou Fa è una evoluzione della precedente e, come naturale evoluzione, segue a ruota la manipolazione di Frizione giacchè richiede che la pressione da esercitare, sia maggiore e che venga coinvolto molto il sottocute e necessariamente anche i muscoli. Si procede quindi a fare in modo che la massa muscolare sia impastata e mobilizzata notevolmente, al fine di determinare uno sblocco nella circolazione energetica a questo livello. Si pratica con il palmo della mano, con il pugno, con il pollice, con il gomito ed eventualmente E’ una manipolazione che va eseguita con forza via via crescente e va effettuata con oculatezza nelle persone anziane. Se viene esercitato un impastamento pesante e rapido, è una manipolazione disperdente, mentre l’esecuzione lenta e non troppo profonda è da considerarsi come manipolazione tonificante.

La manipolazione di inzettamento Nie Fa è una pratica che si esegue sempre e consiste nell’afferrare tra le dita, porzioni di tessuto cutaneo e sottocutaneo al fine di determinare in essi una velocizzazione del circolo ed una dissipazione delle stasi. È una evoluzione limitata della manipolazione di presa e a differenza di questa, comporta che il tessuto, una volta afferrato, sia soggetto ad una trazione verso l’esterno. È una manipolazione disperdente in ogni caso e la sua esecuzione può ricordare molto il massaggio connettivale.

La manipolazione di agopressione è quella universalmente più conosciuta data la diffusione dello Shiatsu (tecnica di massaggio sviluppata in Giappone, che si applica lungo il decorso dei meridiani e che si limita a pochissime, e molto efficaci, manipolazioni di pressione e digitopressione). Consiste nell’effettuare una pressione, anche notevole, su aree di estensione assai ristretta e corrispondenti ai punti agopuntura. Si applica con un dito, con due, con le nocche delle dita e con il gomito e l’applicazione può evocare il dolore. Si associa quasi sempre alla manipolazione di Impastamento tanto che nei testi di Massaggio si legge “Agopressione-Impastamento”. Questa manipolazione è un surrogato della stimolazione agopunturistica e si applica in ogni trattamento, al patto di produrre una pressione via via aumentante. In genere non la si pratica su eminenze ossee, sull’addome e sul volto, nei bambini, nelle persone molto anziane, in corso di massaggio rilassante e su zone contuse e fortemente dolenti.Questo perchè l’evocazione del dolore, data dalla pratica agopressoria, può causare la comparsa di spasmo muscolare, evenienza che rende poi l’area refrattaria alle successive manipolazioni.

La manipolazione di Rotolamento ulnare Guen Fa è una delle manipolazioni più originali del massaggio cinese ed è totalmente assente dalle altre forme di massaggio. Questa sua originalità è associata alla sua enorme efficacia terapeutica. Consiste nell’appoggiare la superficie ulnare della mano (il cosiddetto taglio della mano) sulla zona da massaggiare, si applica una discreta pressione e si impartiscono alla mano movimenti rapidi di prono-supinazione. La sensazione provata dal massaggiato è quella di passaggio di un rullo e determina anche la sensazione piacevolissima di rilassamento e detensione. E’ una manipolazione applicabile in ogni trattamento e per l’ottenimento di una dispersione di stasi energetica.

L’arte giapponese dello Shiatsu (letteralmente, shi- dita e atsu- pressione), è un sistema di guarigione e di mantenimento della salute che si è evoluto nel corso di millenni. Praticato in maniera informale almeno dal 200 a.C., lo Shiatsu adottò un proprio sistema agli inizi del 1900 e venne accettato come forma di terapia ampiamente praticata fino ad oggi.
In Giappone, l’Anma era originariamente considerato l’equivalente dell’Agopuntura cinese come metodo studiato per trattare il corpo umano nella malattia. Gli si riconobbero benefici terapeutici fino alla fine dell’era Tokugawa, nel diciottesimo secolo. Poichè questo fu un periodo pacifico della storia giapponese, vi fu una fioritura di ogni inclinazione intellettuale.
Contemporaneamente però, la società si lasciò affascinare dai piaceri e dai lussi della vita, con il risultato che l’Anma fu ridotto ad un mero strumento di piacere psicologico e sessuale. Così come veniva praticato, l’Anma aveva rigettato le fondamenta storiche che lo avevano legittimizzato come sistema terapeutico.
Alla fine, lo Shiatsu si sviluppò separatamente dall’Anma, come sistema terapeutico nuovamente basato sulla sua teoria d’origine. Poco prima della seconda guerra mondiale, l’Anma divenne il principale impiego per i ciechi in Giappone. Durante l’occupazione americana del Giappone, quando McArthur prese in considerazione la possibilità di bandire sia l’Anma che lo Shiatsu (a causa di informazioni erronee circa una loro connotazione sessuale), i ciechi del Giapppone si appellarono a Helen Keller in America perchè intercedesse in loro favore. Il loro appello ebbe successo e venne dato il permesso di praticare Anma e Shiatsu.
Successivamente, questa approvazione portò ad una scuola ufficiale di Shiatsu, la Nippon Shiatsu School, fondata da Tokujiro Namikoshi verso la fine degli anni 40. Da allora, lo Shiatsu è divenuto una terapia medica popolare, riconosciuta e legalizzata dal governo.
Al momento sono praticate tre forme principali di Shiatsu, ognuna delle quali si relaziona alla meta finale del riequilibrio del flusso energetico in maniera diversa: il massaggio Shiatsu, l’Agopressione e lo Zen Shiatsu.
Il massaggio Shiatsu si basa principalmente su tecniche Anma ed una concezione del corpo puramente fisica e fisiologica. Assieme all’utilizzo di tecniche e manipolazioni di massaggio, viene applicata una forte pressione al determinati punti per stimolare un miglioramento di sintomi specifici. La forma di Shiatsu più conosciuta è quella del metodo Namikoshi. L’Agopressione è simile al massaggio Shiatsu: la differenza si trova nell’utilizzo della teoria di meridiani e tsubo dell’agopuntura. L’ultimo degli stili Shiatsu a conquistare il riconoscimento pubblico è stato lo Zen Shiatsu, nel quale viene riconosciuto un sistema di meridiani e tsubo più ampio di quello dell’agopuntura. decisamente più leggera che in altri tipi di Shiatsu.

La forma più praticata di massaggio Ayuverdico è il massaggio Kundalini. Kundalini in sanscrito significa “serpente”. Kundalina è l’energia nervosa e psichica posta nel loto in fondo alla colonna vertebrale, che attraverso il massaggio si risveglia e sviluppa i poteri psichici risalendo tutti i chakra. La parola “chakra” deriva dal sanscrito e significa “cerchio”, “movimento”, ma anche “ruota”. I chakra sono dei vortici dì energia che hanno la funzione di attirare l’energia universale per alimentare i vari livelli del campo energetico, e collegarli con il corpo fisico.
I principali chakra sono 7, di cui 5 doppi, cioè composti di un vortice anteriore ed uno posteriore (corrispondenti ognuno alle nostre 7 ghiandole endocrine). Per la Medicina Indiana esistono nel nostro corpo tre diversi canali: destro, sinistro e centrale. Il canale sinistro corrisponde al nostro passato, alle emozioni, ai desideri, alla sfera affettiva. I chakra sono aree d’insersezione di tali meridiani. Scopo del massaggio è il bilanciamento tantrico.
Il massaggio può richiedere due ore di sforzo focalizzato e concentrato. Prima che venga rilasciata l’energia kundalini, le cinque regioni dell’asse vertebrale devono essere rilassate. Questo è solitamente fatto attraverso la manipolazione della muscolatura limitrofa alla spina dorsale. Partendo dalla ragione inferiore, verso l’alto, la letteratura anatomica tantrica definisce le regioni dell’asse vertebrale come: coccige (che consiste nell’osso sacro e le prime quattro vertebre incomplete), lombare (le successive cinque vertebre), dorsale o schiena (12 vertebre) e cervicale o collo (sette vertebre). Queste cinque regioni corrispondono rozzamente ai cinque centri chakra inferiori. Da una prospettiva tantrica, si ritiene che il midollo spinale sia adagiato all’interno dell’asse vertebrale e si estenda verso il basso dal quarto ventricolo del cervello fino alla regione del coccige, dove si restringe in uno stretto finale simile a capelli chiamato “filum terminale”.
Il midollo spinale stesso è formato da due metà simmetriche unite fra loro lungo una linea centrale. La stessa linea di giuntura è un minuto condotto chiamato “canalis centralis” o canale centrale (sushumna). È attraverso questo passaggio che l’energia kundalini, una volta rilasciata e guidata verso l’alto, può vitalizzare i sei centri chakra lungo un invisibile percorso fino al cervello.

Controindicazioni al massaggio cinese e giapponese (e agli altri massaggi orientali) sono: stati febbrili, convulsioni, infezioni cutanee, ulcere e piaghe cutanee, fratture, cuti ipersensibili o allergiche, alterazioni dell’ emostasi con fragilità capillare, gravidanza. Vi sono, pertanto, differenze ampie, tecniche e teoretiche, fra massoterapie d’occidente ed orientali.
Tuttavia esistono anche dei punti comuni. Per eseguire correttamente un massaggio, orientale o svedese, non si può trascurare la fase di preparazione. Durante la seduta vengono, infatti, coinvolti i vari i sensi come l’olfatto, la vista e l’udito: per questo l’ambiente deve essere spazioso, riscaldato (24-25°) e comodo; una luce soffusa e, in sottofondo, una musica rilassante completano l’atmosfera. Per il massaggio basta un lettino, ma si può eseguire semplicemente anche a terra. Candele profumate, infine, che emanano un riflesso che incanta e un odore coinvolgente o bouquet di fiori e colori tenui contribuiscono a favorire il rilassamento. Per rendere, poi, il massaggio più fluido (indipendentemente dalla tecnica) è consigliabile usare oli e creme apposite, senza esagerare con la quantità.


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