Centro Xin Shu Roma

Direttore: Rosa Brotzu

AMSA Roma

Presidente Carlo Di Stanislao

Scuola italo cinese di agopuntura Roma

Direttore Dante De Berardinis
 

Nudo sul sofà - Boucher

 

I TRE YIN E I TRE YANG
 

Emilio Simongini, Rosa Brotzu, Giuliana Franceschini.

 

 



Riassunto:
partendo dalla lettura dei capitoli 6 e 24 del sowen e 5 e 79 del ling shu, il presente studio indaga il valore energetico dei tre assi yin e dei tre assi yang che costituiscono l’insieme dei meridiani energetici principali. Fondandosi sulle esperienze cliniche degli autori e sulle indicazioni della letteratura vengono individuate delle tipologie rispondenti ad ognuno degli assi. Tale metodica viene utilizzata a fini diagnostici per individuare, all’interno dello squilibrio energetico del paziente, le modalità più specifiche e personali del trattamento.

Parole chiave: sei assi, yin yang, tipologia, movimenti energetici, studio dei classici.

 

Summary: Taking into account chapters 6 and 24 of the sowen and chapters 5 and 79 of ling shu, this work studies the energetic value of the three axes yin and the three axes yang which are constituted by the twelve primary energetic vessels. On the basis of their clinical experience and the indications of the texts, the authors individuate some typologies wich correspond to each axis. This method is applied to find the most specific way to treat the patient and the most suitable to him, in respect of his energetic unbalance.

Key words: the six axes, 3 yin and 3 yiang, energetic movements, human typology.

  


 

Premessa
 

Lo studio in oggetto si ispira largamente al lavoro di Gilles Andres comparso sulla rivista dell’AFA nel 1984 (1), arricchito e filtrato attraverso quello che la pratica clinica e lo studio dei testi ci hanno portato ad osservare nel corso degli anni.

Non si vuole qui tradurre o plagiare, ma condividere e divulgare una modalità di lavoro che da quella lettura originaria ci ha accompagnato nella pratica quotidiana, sperando di essere utili ad altri cultori della materia.

 Lo studio inizia con la lettura dei classici che fanno riferimento all’argomento, per cercare dalle loro parole uno spunto affidabile e diretto. Non avendone la competenza, non se ne è voluta fare una lettura sinologica o filologica, ma ci si è limitati a fare affidamento sull’impostazione critica data da esperti riconosciuti. In particolare si fa riferimento alla preziosa opera di traduzione ed esegesi del compianto padre Claude Larre, dal cui testo sono stati presi traduzioni e commenti (2, 3). Per i capitoli mancanti ci si è rivolti ad altre traduzioni disponibili in lingua occidentale (4, 5, 6, 7).

La riflessione ci è stata ispirata dall’infaticabile opera di studio ed insegnamento di Carlo Di Stanislao, e molte idee ci sono state fatte esplodere in testa dal vulcanico Maurizio Corradin. Nel loro prezioso trattato (8) si potranno trovare ulteriori spunti, certamente più circostanziati e coordinati.

Solo nostre sono, infine, tutte le carenze e le ingenuità del testo.

 

I tre yin e i tre yang costituiscono un complesso energetico di riferimento legato al numero sei. L’ideogramma del 6 (LIU) indica divisione, qualcosa che si divide sotto il cielo.

Questa notazione numerica simboleggia diversi concetti (9):

                  il DIVENIRE:  nell’ I Ching le mutazioni avvengono secondo la legge di combinazione degli esagrammi. Il sei “permette di prevedere tutte le situazioni possibili di un insieme”.

                            l’ORIENTAMENTO      (4+2): l’uomo è collocato nello spazio tridimensionale che costituisce il limite (4) della manifestazione (2). Il viso a sud, il dorso a nord, la destra a l’ovest, la sinistra e est, sopra il cielo sotto la terra.

 

                            la MOLTEPLICITA’     (3x2): la moltiplicazione rende un numero pari, quindi divisibile; il simbolo della moltiplicazione rappresenta la molteplicità. La soma 3+2 rende un numero dispari, il 5, indicando l’unità dell’essere.

3x2 sono sono anche i visceri curiosi, che permettono “la creazione nel mondo della dualità”. Vi è quindi abnche una relazione con la PERENNITÀ’.

 

                            l’ORIGINE (5+1): è l’origine dell’individuo che si forma a partire dal meccanismo a cinque facendo perni sul centro, e agisce nel mondo in base alla legge del fuoco ministeriale della VB.

 

 

I tre assi yin e i tre assi yang (3+3) rappresentano il luogo di risonanza tra la fisiologia profonda

dell’individuo e le energie del macrocosmo, determinando il

 

temperamento individuale in relazione al mondo esterno.

 

Sono i meridiani principali, situati al confine tra la struttura interna dell’individuo e lo spazio esterno e ricapitolano la fisiologia e la patologia dell’individuo.

 

Un riferimento clinico ai sei assi è quindi utile poiché si rivolge  all’ORIENTAMENTO dell’uomo nel mondo, alla sua capacità di TRASFORMARSI, al modo di INTERAGIRE tra energie fisiologiche interne e mondo esterno.  Ci consentono quindi un approccio alla conoscenza della TIPOLOGIA dell’individuo.

 

TESTI CLASSICI

 

SW cap. 6: LI HA YIN YANG: delle divisioni e delle unioni dello yin e dello yang.

E’ il capitolo principale (si noti che è il numero 6) in cui vengono definite le caratteristiche spaziali ed energetiche dei sei assi.

 

LS cap. 5: definisce il nodo e la radice.

 

SW cap 24: XUE QI XING ZHI: del sangue e del soffio, della forma fisica e del pensiero.

Indica il rapporto tra soffio e costituzione fisica ed indica qual è il contenuto relativo di Qi e Xue in ogni asse. Da notare che il numero 24 del capitolo riporta al 6x4.

 

SW cap 79: YIN YANG LEI: le categorie dello yin e dello yang. Definisce le funzioni enegetiche degli assi (il padre, la madre,ecc.).

 

Altre informazioni si possono trovare in SW 16 e LS 9 (descrizione della sintomatologia dei meridiani), in SW 7 (definizione di primo yang – shao yang, secondo yang – yang ming,  e terzo yang – tai yang, come in SW 79), e in SW 68, 71, 74.

 

 

SU WEN capitolo 6

 

Titolo: LI HE YIN YANG: delle divisioni e delle unioni dello yin e dello yang.

 

Il capitolo inizia situando l’uomo nel macrocosmo e l’imperatore Huang Di chiede come si suddividono e si riuniscono i tre yin e i tre yang.

 

Huang Di: Quali sono le vicissitudini (li he) dei tre yin e dei tre yang?

 

Qi Bo: Quando il saggio si pone con il viso rivolto a sud

ha davanti a lui la vasta chiarezza [1] e indietro una potente corrente [2].

La base di questa potente energia si chiama shao yin.

Ciò che sta sopra lo shao yin si chiama tai yang.

Il tai yang si radica e sorge a zhi yin [3] e fruttifica all’occhio [4];

viene chiamato lo yang in seno allo yin.

In rapporto al centro del corpo [5] in alto vi è il grande chiarore [v. 1],

in basso vi è il tai yin.

Ciò che è davanti al tai yin si chiama yang ming.

Lo yang ming si radica e sorge a LI DU [6];

viene chiamato lo yang in seno allo yin.

 

L’esteriore [7] dello jue yin è lo shao yang;

lo shao yang si radica e sorge a qiao yin [8];

viene chiamato lo shao yang in seno allo yin.

 

Ecco in che cosa consistono le separazioni e le riunioni dei tre yang:

il tai yang fa l’apertura,

lo yang ming fa la chiusura,

lo shao yang fa il perno.

 

Questi tre meridiani dipendono gli uni dagli altri;

quando i loro polsi sono uguali senza che uno di essi sia più superficiale

si ha l’unità degli yang.

 

Huang Di: Cosa mi dici dei tre yin?

 

Qi Bo: Gli yang sono per l’esteriore, gli yin per l’interiore.

Il centro è yin e la sua corrente potente [v. 2] è in basso e si chiama tai yin.

Il tai yin si radica e sorge a yin bai [9];

viene chiamato lo yin in seno allo yin.

All’indietro c’è lo shao yin, che si radica e sorge a yong quan [10];

viene chiamato lo shao yin in seno allo yin.

Davanti allo shao yin c’è lo jue yin che si radica e sorge a da dun [11],

scomparsa dello yang nello yin,

viene chiamato yin che si esaurisce in seno allo yin.

 

Ecco in che cosa consistono le separazioni e le riunioni dei tre yin:

il tai yin fa l’apertura,

lo jue yin fa la chiusura,

lo shao yin fa il perno.

Questi tre meridiani dipendono gli uni dagli altri.

Quando i loro polsi sono uguali senza che uno di essi sia più profondo

si ha l’unità degli yin.

 

Lo yin e lo yang vanno e vengono,

si concentrano e si diffondono, secondo un circuito (che dura due tacche di clessidra).

Soffi al rovescio, forma corporea al diritto,

si realizzano l’uno grazie all’altro.

 

 

[1] Guan ming: vasta chiarezza, grande luminosità. L’uomo correttamente posizionato rispetto al cielo e alla terra (la faccia verso sud) ha la possibilità di contemplare una vasta chiarezza (luminosità). Il petto è irradiato dall’energia luminosa.

[2] Tai chong: grande incrocio, potenza, irruenza. E’ lo spirito vitale che da dietro fa irrompere nella vita. Più che al 3 F fa riferimento al rene e al chong mai, usando un’espressione che si trova anche in SW cap.61 dove si definiscono i punti del rene alla caviglia dal 4 al 10, chiamati “tai chong perché ingrossati dal chong mai”.

Quindi l’uomo posizionato nello spazio è sostenuto dalla spinta dell’energia dei reni verso le aspirazioni del cuore.

 

La traduzione di Hilza Weit interpreta diversamente e riferisce: “Gli antichi saggi si ponevano di fronte al Sud e così si stabilizzavano. Qualunque cosa fosse esistita prima di essi veniva detta <<spazio splendente>> e qualunque cosa li avesse preceduti venne chiamata <<grande flusso del grande yang>>”

 

[3] Zhi yin -  67 V: arrivo dello yin. ZHI indica ciò che arriva all’estremità, come il sole che al solstizio arriva al suo estremo. Il 67 V è all’estremità dello yin, sulla punta del quinto dito del piede.

 

[4] Fruttifica, per qualcuno “si allaccia”.

Ming men: è utilizzato l’ideogramma ming = luce, vista (R1515) e quindi fa riferimento agli occhi ed al punto 1V, porta della luce, non al ming men porta del destino (R1514). Vi sono discordanze nei diversi commentari.

 

[5] centro del corpo, cintura.

 

[6] Li dui - 45 E, li = incoraggiare, spingere; dui = cambiamento,  travasare, vaporizzare.

“Stimolo alla trasformazione” Sul secondo dito del piede.

 

[7] Biao : esteriore, diritto rispetto ad un rovescio (Li).

 

[8] Qiao yin - 44 VB, cavità dello yin, sul quarto dito del piede.

 

[9] Yin bai - 1 RT: bianco nascosto, sul primo dito del piede. Indica il profondo misterioso dell’uomo, ciò permette di comprendere meglio la frase “lo yin è centrale e il suo crocicchio (chong) è in basso e si chiama tai yin”.

 

[10] Yong quan – 1 RN: sorgente zampillante.  Lo shao yin si irradica alla sorgente zampillante, cosa che indica un dinamismo assiale, che prende la sua radice in terra.

 

[11] Da dun - 1 F, grande bontà, onestà, lealtà, abbondanza. Questo dà la connotazione di una virtù umana.

 

 

Vengono definiti i seguenti concetti.

 

Le sei COORDINATE  nello spazio (LIU HE):

alto = tai yang,

basso = shao yin,

avanti (sud) = yang ming,

dietro (nord) = tai yin,

superficie-biao (est) = shao yang,

profondità-li (ovest) = jue yin.

 

IRRADICAMENTO: nel testo viene sottolineato che la radice e l’origine sono yin, che lo yang scaturisce dallo yin.

Il tai yang si radica e sorge nell’estremità dello yin (zhiyin) e lo shao yang nella cavità dello yin (qiaoyin). Viene esplicitamente ricordato che il tai yang è detto lo yang in seno allo yin, lo yang ming lo yang in seno allo yin, e lo shao yang è chiamato lo shao yang in seno allo yin.

I meridiani yin si irradicano nel profondo (yinbai), nella terra (cavo del piede), sorgente feconda e ricca di energia zampillante (yongquan), nell’abbondanza.

 

 

I MOVIMENTI ENERGETICI

 

Sono stati letti dalla scuola francese dell’AFA come movimenti che avvengono all’interno del microcosmo uomo, come movimenti fisiologici interiori.

 

Il tai yang è apertura si intende non una apertura di energie verso il mondo esterno, ma la diffusione del soffio all’interno dell’uomo: il soffio del cielo si espande nell’uomo permettendo tutte le distinzioni e tutte le possibilità. E’ lo yang generatore che si diffonde nello yin fecondo.

 

Lo yang ming chiude: questo vuol dire che limita gli spazi di questo universo che è l’uomo, quindi contiene il soffio, lo raduna, lo custodisce.

 

Lo shao yang è l’intermediario che regolarizza i due aspetti di apertura e di chiusura, dell’estensione e della raccolta.

 

Il tai yin è l’apertura dello yin verso lo yang.

 

Lo jue yin la chiusura, cioè delimita lo yin rispetto allo yang; è, quindi, lo yin che si muove nello yin, raccoglie e conserva il soffio yin. Lo jue yin chiude e finisce lo yin: Il ciclo (temporale) yin finisce per cominciarne uno nuovo, quello yang (yin che si esaurisce in seno allo yin).

 

Lo shao yin fa da perno. In realtà lo shao yin non sarebbe una cerniera come lo shao yang (spaziale) ma piuttosto un perno temporale. In generale questi movimenti hanno una connotazione spaziale per gli yang e temporale per gli yin. Lo shao yin, è perno di qualcosa che arriva alla profondità  e riparte (cfr  il  concetto di sorgente zampillante e di asse acqua-fuoco).

 

 

 

 

LING SHU cap. 5

 

Titolo: delle radici e delle terminazioni.

 

La radice del tai yang è all’estremità dello yin (zhiyin – 67V) e termina al mingmen (occhio, 1V).

La radice dello yang ming è alla spinta alla mutazione (lidui – 45ST), la fine è alla fronte (confine della testa), che forma una pinza con l’orecchio (8ST).

La radice dello Shao yang è nella cavità dello yin (qiaoyin - 44 VB), l’estremità è al cesto della finestra (l’orecchio, al 19IT). 

Il tai yang fa i cancelli, lo yang ming fa le porte interne, lo shao yang fa i cardini.

La radice del tai yin è al bianco nascosto (yin bai - 1RT); la sua fine è al grande granaio (tai cang, 12VC).

La radice dello shao yin è alla sorgente zampillante (yongquan - 1RN), la sua fine è alla sorgente angolare (lanquan - 23VC).

La radice dello jue yin è al grande ceppo (dadun - 1F), la sua fine è alla bella giada (yuying - 18VC) che è connessa con il centro del respiro.

Il tai yin fa i cancelli, lo jue yin fa le porte interne, lo shao yin fa il cardine.

 

 

Vengono ripetuti i concetti già visti al SW6, specificando i punti di origine (radice) e di terminazione (nodo) dell’asse.

Per i meridiani yin sono date localizzazioni precise dei punti, localizzati sulla linea mediana. Per quelli yang sono date delle descrizioni topografiche più vaghe alle quali si sono fatti corrispondere i punti indicati tra parentesi.

 

 

 

SU WEN cap. 24

 

Titolo del capitolo: XUE QI XING ZHI: il sangue ed il soffio, la forma fisica e il pensiero.

 

Il capitolo inizia affermando che:

Il tai yang contiene più sangue che energia,

lo shao yang contiene più energia che sangue,

lo yang ming ha molto sangue e molta energia,

lo shao yin contiene più energia che sangue,

lo jue yin contiene più sangue che energia,

il tai yin contiene più energia che sangue.

Tale rapporto è abituale del cielo.

 

Il capitolo si conclude affermando:

 

Nella puntura dello yang ming si fa uscire il sangue e il soffio;

in quella del tai yang si fa uscire il sangue e non il soffio;

nella puntura dello shao yang si fa uscire il soffio e non il sangue,

in quella del tai yin si fa uscire il soffio e non il sangue,

in quella dello shao yin si fa uscire il soffio e non il sangue;

pungendo lo jue yin si fa uscire il sangue e non il qi.

 

Nota: la versione di Ilza Veith riporta diversamente: non traduce  fa uscire il sangue e non  il soffio, ma fa uscire il sangue e il soffio impuro, questo per il tai yang e lo jue yin; per tai yin, shaoyin e shao yang traduce: fa uscire il soffio ed il sangue impuro.

 

 

Il titolo di questo capitolo indica che c’è una relazione di interdipendenza tra qi e xue, così come tra forma corporea e pensiero.

Sembra suggerire che trattando i meridiani con più energia si agisce sulla vitalità e trattando quelli con più sangue si agisce sulla struttura.

Un’altra lettura potrebbe essere pragmatica: si faccia uscire il sangue quando si punge sul Tai Yang o lo jue yin, si faccia uscire il soffio (quindi non sanguinare) pungendo gli altri meridiani.

 

Lo yang ming è ricco di qi e di xue.

Il tai yang e lo jue yin hanno più sangue che energia. Sono quindi assi con funzioni strutturali.

Tai yin, shao yin e shao yang hanno più energia. Sono quindi assi con funzioni più legati alla dinamica energetica.

 

 

 

SU WEN cap 79

 

Titolo del capitolo: YIN YANG LEI: le categorie dello yin e dello yang

 

Lei Chong digiuna sette giorni prima di ritornare al cospetto dell’imperatore che dice:

Il terzo yang (tai yang) è la regola (jing),

il secondo yang (yang ming) è il legame (wei),

il primo yang (shao yang) è l’erranza in tutte le parti del corpo (you pu),

 

Alcuni commentari (es. lo Yang Shang Shang Shen) riportano a questo punto che il meridiano della vescica forma sei linee lungo il dorso che regolano il corpo umano; il secondo yang forma sei linee ventrali che legano il corpo e il primo yang forma sei linee laterali che distribuiscono il qi in tutto il corpo

 

 

Il terzo yin (tai yin) è superficie,

il secondo yin (shao yin) è profondità,

il primo yin (jue yin) è termine, fa da legame fra due cicli lunari e chiude il ciclo.

 

In un punto successivo del capitolo 79 Huang Di afferma:

 

Il terzo yang è il padre,

il secondo yang è la protezione,

il primo yang è il regolatore.

Il terzo yin è la madre,

il secondo yin è la femmina,

il primo yin è il servitore, che stabilisce il legame tra lo yin che finisce e lo yang che inizia.

 

 

Il tai yang è, quindi, definito la regola. Viene utilizzato l’ideogramma JING, che designa i libri canonici, i meridiani, l’ordito del tessuto. Costituisce un’organizzazione assiale orientata da nord a sud. Il tai yang è, in effetti, la regola che orienta e struttura l’individuo. Infatti lungo il meridiano della vescica vi sono i punti shu del dorso che organizzano i vari zangfu.

 

Lo yang ming è il legame. L’ideogramma wei è lo stesso dei meridiani curiosi wei, designa la fibra, ciò che congiunge, che lega, che mantiene coeso e quindi salvaguarda e preserva. Indica, quindi, il legame di coesione che assicura la nutrizione e la salvaguardia del corpo.

 

Lo shao yang è l’erranza, you significa nuotare, galleggiare, errare, ricrearsi; pu significa avere giurisdizione su, ministero, categoria e, per estensione, territorio. Vi è, quindi, la connotazione di controllo sulla libera circolazione.

 

Dando uno sguardo ad altri riferimenti troviamo significative le seguenti notazioni.

 

Nello Shang Han Lung, trattato delle ferite da freddo, viene descritta la patologia dei sei livelli dovuta ai penetrazione di freddo nell’organismo. Viene dato un ordine di successione dall’esterno verso l’interno, tai yang, yang ming, shao yang, tai yin, shao yin, jue yin.

 

Chamfrault e N. V. Nghi descrivono i livelli secondo l’ordine tai yang, shao yang, yang ming, tay yin, shao yin, jue yin.

 

J. M. Kespi (10) ha definito quattro modalità dialettiche nelle relazioni dello yin e dello yang.

 

Secondo l’origine un soffio è inizialmente tai, cioè al massimo della sua qualità, poi intermedio e poi più lontano dalle sue caratteristiche originali.

Si ha la successione: tai yang, shao yang, yang ming, tai yin, shao yin, jue yin.

 

Secondo lo spazio, ugualmente, il soffio è al culmine nella sua sede preferenziale e decresce spostandosi nelle zone corrispondenti al segno opposto.

Si avrà la sequenza: tai yang, shao yang, yang ming, tai yin, shao yin, jue yin.

 

Secondo il tempo il movimento energetico ha un’origine (shao=giovane), una piena maturazione (tai) e una fine (jue o ming).

La sequenza è shao tai jue/ming per lo yin e per lo yang.

 

Nelle mutazioni lo yang comincia a trasformarsi dagli alimenti allo yang ming, continua nello shao yang per giungere al massimo dello yang, tai yang. La trasformazione dello yin comincia allo shao yin, profondità e origine; prosegue allo jue yin e arriva al culmine (tai). Si avrà una successione:  yang ming, shao yang, tai yang; shao yin, jue yin, tai yin.

 

 

 

Tabella sinottica
 

ASSE

Radice- nodo

Zang Fu

Soffio movimento

Posizione

Xue/Qi

Movimento

TAI YANG

Il terzo yang

67V – 1V

V – IT

Freddo

Acqua

Alto

Xue>Qi

Apertura

Padre

Legge

 

 

Strutturazione

SHAO YANG

Il secondo yang

44VB – 19IT

VB – TR

Fuoco

Fuoco

Superficie

(Biao)

Xue>Qi

Cerniera

Erranza

 

Regolatore

YANG MING

Il primo yang

45ST – 8ST

GI – ST

Secco Metallo

Avanti

Xue=Qi

Chiusura

Legame

 

Protezione

TAI YIN

Terzo yin

1RT – 12VC

P – RT

Umido

Terra

Dietro

Xue<Qi

Apertura

Madre

 

Superficie

SHAO YIN

Il secondo yin

1RN– 23VC

C – RN

Calore

Fuoco

Basso

Xue<Qi

Perno

Femmina

 

Profondità

JUE YIN

Il primo yin

1F – 18VC

F - MC

Vento

Legno

Profondo

(Li)

Xue>Qi

Chiusura

Termine

 

Servitore

 

 

TRATTAMENTO

 

Integrando le informazioni raccolte dai classici e le interpretazioni degli autori francesi otteniamo delle informazioni utilizzabili nella clinica.

L’interesse clinico nel trattamento dei sei assi sta nella possibilità di sbloccare in maniera molto valida l’intera risonanza.

Si ricorre a questa lettura quando compaiono contemporaneamente sintomi riferibili ai due meridiani che costituiscono l’asse, ma soprattutto quando si sia fatta una DIAGNOSI TIPOLOGICA.

In effetti, in ciò seguendo gli insegnamenti di G. Andrés, J.M. Kespi e C. Di Stanislao, questo approccio costituisce anche una valida modalità diagnostica, fornendo una chiave di lettura dei sintomi e delle modalità reattive del paziente che ci consente di individuare dei movimenti energetici dominanti (tipologia) secondo i sei assi.  Una volta giunti a questo, il trattamento della risonanza costituisce un’ottima “base” su cui muoversi anche per la ricerca dei punti specifici da utilizzare, ove si ritenga, come punti unici.

 

Ricapitolando abbiamo due possibilità di utilizzo:

-          Individuazione di sintomi corrispondenti ad un asse (due meridiani) à trattamento dell’asse.

-          Interpretazione dei sintomi e delle modalità reattive del paziente in chiave energetica rispetto agli assi (es. incapacità di apertura = tai yin)

 

§         à trattamento di punti che “armonizzano” l’asse;

§         à trattamento di punti “significativi” sui meridiani dell’asse;

§         à approfondimento diagnostico alla ricerca di uno dei meridiani dell’asse maggiormente compromesso

§         à ricerca di meccanismi energetici particolari riferibili all’azione specifica di un singolo punto.

 

 

 

Tra le diverse modalità di trattamento dei tre meridiani yin e dei tre meridiani yang ricordiamo:

 

A)     Nodo – Radice. E’ data dal LS cap. 5 con l’indicazione dei punti. Questo trattamento agisce profondamente sulla risonanza energetica dell’asse e viene utilizzato per riequilibrare l’individuo in cui sia presente una tipologia corrispondente.

B)     Shu – Lo.  E’ indicata nell 58° difficoltà del Nan Jing, per armonizzare la risonanza. Si utilizza il punto yuan di una estremità (zhu o shou) ed il luo dell’altra (es 3F e 6MC). Si fa riferimento a questa tecnica anche nello Shang Han Lung e nel Sun Simiao.

C)     Mezzogiorno – mezzanotte. E’ la tecnica shu-lo-lo, indicata  dallo Yu Xue Rou Men (trad. Auteroche). E’ riferita utile nelle sindromi dolorose irradiate lungo il meridiano (Kespi, 1992), con parestesie e formicolii).  Si attua pungendo il punto yuan del meridiano colpito ed i punti luo del meridiano controlaterale e del  meridiano opposto nella circolazione energetica oraria. Es. 3F a destra, 5F a sinistra, 7IT a sinistra.

 

 

Di seguito ricapitoliamo per ogni asse quello che dalla lettura dei testi, dagli insegnamenti citati e dalla pratica clinica abbiamo tratto come PERSONALI convinzioni in riferimento alla tipologia fisica dei pazienti. Verranno inoltre suggeriti trattamenti personalmente sperimentati come efficaci.

 

TAI YANG    

 

E’ in alto. E’ l’apertura dei soffi per uscire, espandersi, manifestarsi all’esterno nella grandezza (yang supremo); in questo è affine al movimento dell’estate.

 

E’ la diffusione del soffio yang del cielo nell’uomo, ad indirizzare e fecondare lo yin della terra. E’ quindi legato alla capacità di essere ispirati a ri-crearsi.

 

E’ il padre, la regola: l’insieme di norme di comportamento che costituiscono il riferimento intimo dell’individuo. Rispetto a queste regole “paterne” si può avere sudditanza per una non differenziazione, ribellione e negazione per una opposizione in cerca della differenziazione, o una carenza per l’assenza della figura paterna. Costituiscono sempre un riferimento profondo, nel bene e nel male. Nell’equilibrio il soggetto riesce ad integrare la figura paterna nella propria differenziazione e diventa un “buon padre” di se stesso e poi dei suoi figli.

E’ da ricordare che queste regole sono di tipo “strutturale “, legate all’organizzazione della vita e dell’individuo (la Vescica), a cosa fa e cosa porta a termine (Intestino Tenue), alla sua posizione eretta e fiera, alla sua dignità, nel seguire gli insegnamenti del cielo e dei padri.

Potremo ricercare, con Andés, le differenze tra la componente shou (intestino tenue), che rappresenta la “regola del fuoco”, quindi il versante più spirituale e legato all’ispirazione, e la componente zu (vecica), la “regola dell’acqua” più in funzione dell’organizzazione e della regolazione materiale (come i punti shu regolano gli zang fu).

Contiene più sangue che soffio. È legato ai disturbi della schiena.

Per le sue caratteristiche va differenziata dalla tipologia del Du Mai, con la quale ha molti punti di contatto ; in quest’ultima prevalgono le caratteristiche di dominazione ed espansione rispetto a quelle di ispirazione e ri-creazione.

I soggetti tai yang nell’equilibrio sono  persone solide, forti, ricche di dignità e ben direzionati. Sono in grado, con un certo sforzo, di modificarsi in base a sopravvenute nuove ispirazioni, sempre in coerenza con i modelli originari.

Nello squilibrio hanno una cattiva o eccessiva strutturazione, capacità di prendere la propria direzione nella vita, avere le idee chiare, capacità progettuale e realizzativa; possono essere arrivisti, invadenti, poco sensibili (prevalenza dell’esteriore sull’interiore), pragmatici, con una postura eretta, fino alla rigidità, fisica e psichica. La rigidità caratterizza il soggetto tai yang bloccato, che non sa più nutrirsi dell’ispirazione esterna (celeste) e quindi cessa di evolversi; ne risultano persone autoritarie, statiche, intolleranti alla critiche e agli altri modi di vivere.

Al contrario possono essere soggetti sbandati, senza riferimenti, in balia degli eventi, “inconsistenti”, inaffidabili.

Frequente è un rapporto problematico col padre, che si riversa in quello con i figli, o per eccessiva durezza o per scarsa incisività.

 

Terapia:                 nodo- radice: 67V 1V.

                            shu-lo: 64V 7IT

                            62V 11V 3IT (radicamento e strutturazione, azione sulla colonna)

 

SHAO YANG

 

E’ la superficie del corpo, il livello energetico esterno - biao.

E’ l’erranza nel corpo, il movimento dello yang che circola nella zona superficiale.

E’ il cardine del cancello, il perno dell’articolazione tra i segmenti in movimento.

Il messaggio del centro viene veicolato nel corpo intero attraverso questi due fuochi, il TR che porta il fuoco del ming men agli organi,  la VB che porta il fuoco mediano, puro, all’esterno, alle articolazioni, al movimento dell’individuo nel mondo; lo shao yang svolge così la funzione di regolare, “controllare le espansioni e le contrazioni”.

Il movimento è l’elemento chiave di questo asse: il dinamismo (erranza).

Ha più Qi che Xue, quindi legato all’energia più che alla struttura.

Sono soggetti irrequieti, dinamici, in continuo cambiamento da una attività all’altra o da un luogo all’altro. Non possono star fermi, né fisicamente né mentalmente; sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Lo stimolo esterno serve a innescare la messa in movimento.

Possono avere una grande capacità di comunicazione e di affetto con gli altri, e di “circolare bene nel mondo”.

Vi è un senso di giustizia, connotazione particolare della VB, profondo e universale: è l’espansione naturale del fuoco puro che alberga nell’essere umano, che lo accumuna e lo rende solidale ai suoi simili. È una giustizia caratterizzata dalla solidarietà umana, che segue delle regole universali e può arrivare, se il fuoco divampa, a degli eccessi di tipo fanatico; nella giustizia del metallo vi è, invece, una connotazione di regolazione, di separazione tra comportamenti leciti e illeciti, un riferimento a regole particolari che permettono agli individui di convivere. La prima è la giustizia che rende gli uomini fratelli tra di loro, la seconda è la giustizia che li rende cittadini dagli stessi diritti (10).

Le ingiustizie, soprattutto se caratterizzate dalla delusione ideale,  possono bloccare l’asse e il movimento dell’individuo, fino alle grandi patologie artritiche o demielinizzanti (R. Brotzu).

La patologia è spesso di tipo motorio, legata a turbe delle articolazioni; tipica è l’erranza dei sintomi che cambiano e si spostano di sede. Lo yang all’esterno può essere in eccesso con sintomi in alto (cefalee temporali, irrigidimento nucale) e sensibilità agli agenti atmosferici (vento e umidità in particolare). Possono presentare metereopatia che in genere ha caratteri meno psichici dello Yang wei e meno anticipatori.

Tipica è la difficoltà delle messe in movimento, dell’inizio delle attività che poi proseguono normalmente. Anche psicologicamente il soggetto diviene apatico e spento se tenuto in una situazione stazionaria, e può non trovare le energie per tirarsi fuori; stimolato e spronato si mette in movimento e ritorna vivace ed efficiente: “ritrova la fantasia”.

In vuoto può manifestare segni di cattiva circolazione nel mondo e difficoltà nelle scelte che comportano l’intraprendere una direzione per trovare la propria strada, con continui ripensamenti, indecisioni, o necessità di essere pungolati. Uno scarso fuoco ministro può portare a cattive compagnie e abitudini di vita (vizi, dipendenze).

 

Il tai Yang indica qual è la strada, lo shao yang la fa percorrere; l’uno ispira, l’altro fa muovere. “Lo shao yang sono i piedi per camminare sulla propria strada” (J. Yuen). Nel tai yang patologico c’è rigidità (le indicazioni si fossilizzano), nello shao yang c’è paralisi.

 

 

Terapia:        nodo- radice: 44VB – 19IT.

                   shu-lo:         40VB – 5TR

5TR – 41VB : azione sulla risonanza sfruttando i punti chiave dei M. curiosi; molto attivo sui problemi articolari.

                   6TR – 37 VB: azione più mirata sulle articolazioni dell’alto.

YANG MING

 

E’ davanti, lo yang nel distretto dello yin, a cogliere la luminosità, a raccogliere per portare nello yin. E’ la fine della qualità yang che si chiude verso lo yin.

La chiusura è sia nei confronti dello yang superficiale che viene fatto entrare nel profondo per dinamizzare lo yin, sia nei confronti delle energie esterne rispetto all’interno, quindi con ruolo di protezione.

E’ wei, ciò che tiene uniti i tessuti ed i sistemi, che li mantiene coesi, organizzati. Ha un ruolo nutritivo.

La penetrazione del mondo esterno avviene a livello dello stomaco; è qui che l’energia degli alimenti ha la possibilità di diventare energia dell’individuo. Lo stesso meccanismo vale per le energie psichiche e gli input ambientali.

Le caratteristica dei soggetti yang ming è quella di portare nel profondo per avviare una trasformazione, di raccogliersi per riflettere e trovare una coesione con la propria parte profonda. L’introspezione ha lo scopo di portare nella profondità della terra il seme perché possa fruttificare protetto e nutrito.

Questo processo di assimilazione, riflessione e trasformazione, può alterarsi con individui che sono troppo sensibili alle pressioni ambientali, poco “protetti”, poco resistenti a un eccesso di stimolazione; ad esempio tollerano male il troppo rumore, la confusione, la folla.

Risentono degli atteggiamenti aggressivi e possono sviluppare delle patologie della superficie cutanea dove non si attua il movimento di protezione e di chiusura dello yang, con acne, foruncoli e simili. Tendono a creare delle barriere come difesa, con aumento di peso e di taglia, crescita di barba, malattie della pelle.

Possono mostrare una sensibilità eccessiva con tendenza a soffermarsi e rimuginare sugli eventi che li investono.

Se gli stimoli esterni entrano poco filtrati creano confusione e dis-organizzazione, con perdita del riferimento al proprio centro (terra): si avrà una persona disorientata,  affannata, agitata  (yang all’esterno), ansiosa, con poca coesione, senza alleanza con se stessi.

 

La reazione opposta può essere quella di una “superficialità ad oltranza”: l’eccessivo funzionamento della protezione ostacola la penetrazione nel profondo. Sono soggetti che consentono una interiorizzazione solo materiale, amano mangiare, come testimonia il ventre prominente; amano la compagnia, la convivialità, i rapporti mondani,  sempre tenuti su un piano superficiale; hanno mille conoscenti, una vita sociale ricca e organizzata in modo sorprendente; c’è sempre qualcosa da fare, senza, però, spazi di empatia e comunione. Al contrario sembrano impermeabili agli stimoli emotivi, cui danno sempre risposte pratiche, materiali, organizzative. Parlano delle malattie, anche gravi, proprie o dei familiari, con distacco pragmatico, senza far trasparire un coinvolgimento emotivo: non fanno entrare.

 

L’aspetto metallo dell’asse, il grosso intestino, è legato soprattutto alla nozione di protezione e di difesa (wei qi), quello terra (stomaco) di assorbimento e centralità.

 

 

Terapia:        nodo- radice: 45ST – 8ST

                            shu-lo: 42ST – 6GI

                           

8 GI – 37ST (effetto valium): sovreccitazione, cammina come un

pazzo, eccesso di disperazione.

9GI – 39ST: esaurimento, fatica da surmenage, cefalea, freddo alle

ossa, arti intorpiditi.

         25ST- cerniera celeste: tratta il portare in profondo.

 

 

TAI YIN

 

E’ il movimento energetico di apertura. E’ una apertura – madre, rispetto al tai yang che è apertura – padre.

Permette ai soffi di uscire a permeare la superficie per umidificare e nutrire di yin la pelle  (in questo asse si avranno patologie cutanee da secchezza ed atrofia), e diffondere il soffio difensivo (malattie da raffreddamento).

E’ lo yin maturo, lo yin fertile che si apre allo yang fecondatore e diviene madre.

E’ un’apertura “sessuale”, la disponibilità del proprio yin profondo all’azione dello yang esterno. Nelle donne influenza la recettività sessuale, la penetrazione, il ruolo erotico femminile. Nell’uomo il coinvolgimento emotivo interiore, la messa in gioco del proprio yin, oltre il ruolo di genere (lo yang, il maschile), per una sessualità  emotivamente “non sterile”.

Regola la disposizione alla maternità, alla ricettività che caratterizza una madre (nei confronti dei figli, propri e altrui). L’attività di sostegno della vita (polmone) e di nutrizione (milza) che caratterizzano il mammifero.

 

L’apertura dello yin all’esterno regola la capacità espressiva, la capacità di esporre al mondo la creazione interiore, di tradurre i moti dell’anima in opere, anche artistiche.

Lo squilibrio tai yin porta a chiusura. La persona è introversa, di poche parole, sia all’esterno che con i suoi cari; tende ad esprimere poco le proprie idee, non manda fuori la propria intimità; il mondo interiore è ricco ma non lo rende disponibile ad una lettura esterna. La chiusura si può manifestare anche con atteggiamenti di contrazione, muscoli serrati, pugni chiusi, braccia conserte, gambe accavallate o strette.

Può essere rifiutato il ruolo di madre, con sterilità o non desiderio di gravidanza. In seguito si può manifestare con una non nutrizione dei propri figli, non desiderio di allattarli, incapacità di gestire i problemi pratici dei neonati, mancanza di capacità affettive, fino all’abbandono (operazione di rottura, separazione, polmone).

Può essere rifiutata la sessualità femminile, la penetrazione, il “ruolo” erotico.

Nell’uomo si trova  incapacità di coinvolgimento emotivo, di “scoprirsi”, di fornire sostegno spirituale nella coppia e nella famiglia.

Vi può essere omosessualità per non accettazione della ricettività femminile; nel maschio non nasce da contrasti profondi tra il proprio maschile e femminile (yang qiao) ma da un movimento di chiusura, rifiuto della espressività sessuale e ripiego su un ruolo passivo.

 

Nei casi gravi la chiusura al mondo può investire tutti i piani con sindrome anoressica: non si fa entrare niente, né spirituale, né sessuale, né alimentare (e meno gli alimenti yang, con diete fredde e vegetariane).

 

Terapia:                 nodo- radice: 1 RT – 12VC

                            shu-lo: 3RT – 7P

                            1P  - 3 RT  tratta l’asse

7P – 4 RT, sfruttando l’azione dei punti chiave dei curiosi

 

 

SHAO YIN


CONCRETIZZARE

 

Il movimento di cerniera dello yin è letto come messa in movimento nel profondo, origine della circolazione yin. Più che una dinamizzazione spaziale come nello shao yang, si tratta di un movimento temporale. Lo yin profondo facendo perno sullo shao yin risale con forza “zampillante” verso l’alto. Vi è la connotazione di impulso e di qualcosa che è profondo ma ha uno slancio verso lo yang.

 

E’ la profondità, ciò sta  alla base, le fondamenta. E’ l’asse vitale  acqua-fuoco.

Lo shao yin regola la vitalità dell’essere, il suo amore per la vita. E’ dominato dalla forza propulsiva del Rene e dall’ispirazione del Cuore. La caratteristica dell’asse è la capacità di concretizzare, di realizzare materialmente (rene) ciò che viene dallo spirito (cuore).

 

E’ la femminilità, non nell’aspetto materno, ma in quello di impulsività, mistero (profondità), seduzione.  Attraggono, seducono senza darsi da fare, sono difficili da conquistare. Regola un movimento che giunge nel profondo e risale, con un impulso di conquista che sfrutta l’attrattiva della forza interiore (rene) e dell’eleganza (cuore).

 

I soggetti shao yin in pieno sono ricchi di risorse interiori, motivati nel profondo ed orientati nell’azione. Coniugano bene gli aspetti materiali e pratici (l’asse parte dalla pianta del piede) con quelli ideali ed affettivi. Sono generosi, si impegnano di persona, responsabili e capaci di iniziativa.

In vuoto possono essere persone meschine, prive di buoni sentimenti; addirittura disoneste, che godono nel vessare i più deboli o i sottoposti, con reazioni improvvise, turbolente, indignate e colleriche; uomini senza principi.

 

Possono avere perdita dello slancio vitale. Si tratta di persone che  esauriscono lo yin e passano improvvisamente  da uno stato di grande salute fisica ed equilibrio mentale ad uno stato di malattia, con segni a carico dei due distretti acqua e fuoco: ansie e disturbi psichici insieme a turbe delle ossa, cistiti, ronzii uditivi. Riferiscono di aver avuto un cambiamento di carattere e di sentire di non avere “controllo emotivo” e di provare un “senso di paura”.

Capita spesso in menopausa quando i mutamenti dello yin causano squilibrio sull’asse.

Possono esserci depressioni profonde.

 

 Trattamento:         nodo radice: 1RN – 23VC

                            shu  lo:         3RN – 5C (emotività)

                                               4RN – 7C (paurosità)

 

                            regolazione con 9Rn – 6MC

 

 

JUE YIN

 

E’ chiusura dello yin, circolazione di yin negli spazi yin.

E’ la fine dello yin, la conclusione di un ciclo. Qualcosa che si compie per realizzare un seguito, un futuro.  E’ il mediatore tra due fasi, ciò che accompagna dall’una all’altra, il servitore al servizio del ciclo yin che deve finire e di quello yang che deve iniziare. Siamo nel campo del tempo, come per lo shao yang eravamo in quello dello spazio.

Vi è la connotazione di futuro, di avanti nel tempo che deve venire. Lo jue yin è l’anello di raccordo del processo creativo e ri-creativo, che connette ciò che è stato con ciò che deve essere.

E’ il servitore, colui che agisce per gli altri, che fa da tramite.

E’ legato a movimenti energetici profondi, interiori, di creatività, fantasia, sogno. Lo yin si muove all’interno e si proietta nel futuro.

L’aspetto shou (fuoco) caratterizza il temperamento artistico, da sognatore, la sensibilità, la creatività “astratta”. Se non si realizza si possono avere reazioni di compressione con collere e irritabilità o fughe dalla realtà con sincopi e mancamenti.

La componente zu (legno) favorisce una tipologia espansiva, dinamica, progettuale L’aspetto di mediazione può prevalere, con una personalità succube, servile, strisciante. Diventano persone che non combattono le proprie battaglie ma sono arrendevoli e accomodanti, che non riescono ad esteriorizzare e a “fiorire”.

Lo jue yin è interessato nei processi che devono compiersi e terminare, come nella menopausa o nelle mestruazioni o nella gravidanza. Regola la sessualità da un punto di vista genitale, nelle sue componenti cicliche e temporali.

 

 

Trattamento: nodo – radice 1F – 18VC

                   Shu lo : 3F – 6MC

 

 

 

ELEMENTI BIBLIOGRAFICI

 

 

Indirizzo per chiarimenti

Emilio Simongini

E-mail: amsarm@tin.it