L'Esercito di Terracotta di Xian

Alcune considerazioni sulla sessualità tantrica
alla luce della psicanalisi junghiana e dell’alchimia.

 

Carlo Di Stanislao e Paola Equizi

 

“Se c'è qualcosa da imparare sul sesso, lo si deve imparare da un esperto e sapere che si basa sulla compassione. O Dea, l'adepto risvegliato puo' venerarti con miele, sciroppo, latte, grano, profumi, fiori, abiti preziosi e gioielli - ma se ti venera attraverso l'unione sessuale, ti venera attraverso una donna che è l'immagine della Madre dell'Universo"

Vamakesvaratantram

 

“L'unione dell'uomo e della donna è come l'unione del cielo e della terra. E' grazie alla loro corretta unione che il cielo e la terra durano in eterno. Gli esseri umani sono divenuti mortali perchè hanno perduto questo segreto. La conoscenza di esso apre la strada all'immortalità”

Shang Ku San Tai

 

"Se il Cielo lo vuole, saprai che la Natura è la stessa in ogni cosa, è la stessa in ogni luogo"

Pitagora, I versi aurei

 

"Un lampo improvviso ci mostra più di quanto in tanti anni ci fa vedere una tenue luce sempre accesa"

Francesco De Santis

 


 

Riassunto: Il tantra è in primo luogo un meccanismo che chiarisce ed equilibra le dinamiche del rapporto uomo donna ed ancora una filosofia che considera il rapporto sessuale come estatica trasformazione dell’uomo. L’atto sessuale, sacro e ritualizzato, consente la crescita spirituale dell’essere  e l’attivazione delle energie psicosessuali crescite e fusioni di grande importanza. La coppia che pratica l’unione sessuale tantrica, come se fosse un vero rito sacrificale, utilizza le energie fisiche dell’uomo unendole a quelle della donna per raggiungere uno stato di completa armonia con l’Assoluto. Tutto questo si presta ad alcuni accostamenti con l’alchimia e le idee psicoanalitiche di Jung.

Parole chiave: tantra, sessualità,  psicoanalisi, Jung, alchimia.

 

Abstract: The tantra it is in the first place a mechanism that clears and balances dynamics of the relationship man woman and still a philosophy that considers the sexual relationship aestatic like transformation of the man. The sexual, sacred and ritual action, concur the spiritual increase of the being and the activation of the psychosexual energies increases and fusions of great importance. The brace that practical the tantric sexual union, like if it were a true ritual sacrifices them, uses the physical energies of the man joining them to those of the woman in order to catch up one be of complete harmony with the Absolute. All this lend to some approaches with the alchemy and the psychoanalitic ideas of Jung.

Key words: tantra, sexuality, psychoanalisis, Jung, alchemy.

Nel 3000 a. C. gli Harappei[*], tra gli Indù, godevano di una vera cultura del piacere: nel salotto di ogni casa vi era un grande letto dove la donna vi festeggiava l'atto amoroso con l'uomo che sceglieva[1].  Il Tantra trova le sue radici storiche e culturali all'interno di questa società, dove la sessualità era cosciente e sana. Il Tantra è la disciplina della sessualità consapevole in cui l'energia sessuale pervade gli stati meditativi, focalizzandosi sui nuclei dell'uomo e della donna, e dando così il via a quella carica che rende forte l'amore e la meditazione. Per questo le sue tecniche vennero ben presto adottate nel Kundalini Yoga indiano e dai buddisti tibetani nel Vajrayana[2].  Dire Tantra significa dire "coppia". Il primo passo è proprio fare luce sulle dinamiche che caratterizzano il rapporto tra uomo e donna e che più parte sono inconsce, ma al contempo determinanti per il benessere di coppia[3]. La conoscenza dei propri bisogni, delle paure e di quelle del partner, sono i presupposti indispensabili prima di lavorare con i chakra, altrimenti si adirebbe verso una pretesa di spiritualità piuttosto che nella direzione di un'esperienza umna completa, ossia  vera e propria, una fantasia mistica piuttosto che un vero cambiamento[4]. Si inizia dal 1° chakra per conoscere tutta l'energia che esso sprigiona[†]. Dopo aver conosciuto a fondo questo livello si è pronti a canalizzare tutta l'energia verso i centri energetici (o chakra) più alti[5]Il termine Tantra, tradotto letteralmente dal sanscrito, significa trama, fili intessuti in un telaio e si riferisce quindi all'insieme di testi, a carattere sia religioso che laico, nati in opposizione ai Veda – raccolta di testi sacri, prevalentemente poetici, ritenuti frutto della rivelazione divina - in quanto in essi si rivaluta la figura femminile e viene rifiutato il sistema delle caste. Col tempo il significato si è spostato considerando anche la radice "tan"- estendere, moltiplicare - e il suffisso "tra" - liberare. Il fondamento di questa tradizione  consiste nel concetto di coscienza-energia, Shiva-Shakti. La tradizione tantrica considera come agente, nel mondo ordinario, una forza che è Potenza Assoluta, pura manifestazione dell'azione dell'Assoluto, e che va sotto il nome di Shakti[‡].  Nella dottrina dei sette chakra o centri psicoenergetici e dell’energia si chiama anche Kundalini[6]. Kundalini, dalla radice Kundalin, che significa "circolare, spiraleggiare, serpeggiare" è la forma addormentata della Shakti, l’energia creatrice divina, e giace addormentata alla base della colonna vertebrale. Simile al  linga splendente che non è solo l’epifania della potenza ignea del dio Siva,  essa è forza demiurgica e fecondante simile al Nous serpentiforme che nella gnosi sethiana che penetra le hydata phobera, le "acque terribili", ma è anche l’axis mundi attorno al quale ruota l’intero universo, cardine di tutte le cose e sostegno dei mondi divini[7].  Le tecniche tantriche di integrazione e meditazione portano ad un suo risveglio. Nella fisiologia sottile tantrica il canale centrale è chiamato Sushumna, "ricco di estasi, altamente benedetto", ad esso sono affiancati Ida, il canale chiaro di energia femminile, il cui nome significa "fresco, corrente o flusso di venerazione", che sale a spirale dal testicolo sinistro alla narice destra, e da Pingala, il canale caldo di energia maschile, che significa "di colore solare, bruno fulvo" che sale dal testicolo destro alla narice sinistra.   L’unione tra le forze maschili e femminili porta al risveglio di Kundalini[§] e alla sua naturale salita verso i centri superiori che porta ad una profonda trasformazione dell’adepto[8] [9] Va qui precisato che l'idea della trasformazione psichica è fondamentale per il Tantra, come lo è per Jung e per l'alchimia. Per Jung, l'io è composto da conscio e inconscio. L'inconscio cerca di compensare per mezzo di sogni, immagini o patologie mediche i comportamenti del conscio e creare così un equilibrio. Le figure archetipiche sono quattro e lavorano sempre in coppia, una conscia e una inconscia che compensa la prima. L'io, il senso dello scopo e dell'identità, è bilanciato dall'ombra primitiva e animalesca. La persona, la maschera che il singolo normalmente mostra alla società, è invece bilanciata dall'immagine dell'anima, che nell'uomo è femminile (anima) e nella donna è maschile (animus). Benché archetipo, questa immagine dell'anima può essere modificata dalle esperienze reali del sesso opposto (specie i genitori), ma può ugualmente essere proiettata verso membri dell'altro sesso fornendone un'immagine distorta[10]. Secondo Jung, la scienza empirica aveva smorzato quella parte dell'immaginazione che concerneva il mito, con il risultato che il mondo occidentale non poteva più sperimentare il misterioso. Nell'ultima parte della sua vista estese le proprie ricerche a un numero ancora maggiore di campi, occupandosi pure del significato dei sogni e dei disegni e del simbolismo delle religioni e dei miti. Jung cercava nell'alchimia medievale un modello su cui basare le sue teorie psicologiche e nel 1944 pubblicò Psicologia e alchimia, rinnovando l'interesse per questo settore del sapere occulto. Egli sottolineava come la ricerca alchimistica della pietra filosofale — l'essenza prima per mezzo della quale si sarebbero potuti trasformare i metalli vili in oro — fosse una ricerca di trasformazione spirituale. Nell'alchimia, la pietra filosofale derivava dall'unione di contrari divini, di buio e luce, e per Jung era simbolo dell'io. La stessa analisi era un processo di alchimia, in quanto ciascun ingrediente dell'alchimista aveva un equivalente psicologico: a esempio, mentre il ferro era coraggioso e passionale, il rame era onesto e nobile. Nella formulazione junghiana, l'inconscio collettivo era il mercurio, un elemento velenoso, ingannevole e capace di trasformare che rendeva possibile l'unione di contrari[11]. Volendo riassumere brevemente la posizione di Jung possiamo dire che, gli archetipi equivalgono alla fissazione, nel corso del tempo, di modelli di comportamento inconsci differenziati che tendono inerzialmente a ripetersi e, perciò stesso, a consolidarsi aumentando il loro potere coattivo nei confronti dell'individuo. L'inconscio collettivo, da cui emerge la coscienza individuale, è quindi al tempo stesso anche il limite all'evoluzione della stessa coscienza individuale[12]. Sia per Jung che per il tantrismo, l'atto sessuale scatena una potenza che va ben al di là del piacere, tuttavia amplificandolo[13]. Le tecniche della tradizione Tantra sono azioni e posture che, allargando la sfera del piacere erotico, sfruttano appieno la potenza dell'amore sessuale[14]. Si legge nel Guhyasamaja Tantra che "nessuno riesce a ottenere la liberazione se si impegna in pratiche difficili e tormentose; la liberazione può essere raggiunta soltanto attraverso l’appagamento consapevole di tutti i desideri".  Oltre a creare un ponte tra sessualità e spirito, il Tantra congiunge due direzioni della ricerca spirituale che in altre scuole vengono tenute distinte: Controllo ed Estasi. Nel Tantra l’oggetto della ricerca è principalmente quella vibrazione della coscienza che fa incontrare questi poli opposti dell’esperienza soggettiva lungo due strade: quella attiva e quella passiva, che vengono praticate entrambe dai tantristi. La sessualità  considera l'atto dei coniugi come sacro e ritualizzato il cui scopo è risvegliare la Kundalini per accedere verso piani spirituali superiori. Questa fonte di energia è considerata la più grande dell'universo. La sessualità tantrica è una In fondo si tratta di una forma di meditazione intima, il cui scopo è quello di raggiungere l'unione di due persone in un essere unico. Nel tantrismo, il rapporto in sè non è lo scopo, ma un modo per raggiungere una coscienza divina. Per trasformare la sessualità in ideale tantrico, si deve imparare ad essere ricettivi verso il proprio corpo, e poi vero quello dell'altro. Il risveglio dei sensi e l'auto controllo sono dei passi importanti per questa preparazione. Sconfiggere le proprie inibizioni è un esercizio complicato. Gli indiani lo facevano attraverso il ballo, perché esso insegna l'apertura del corpo verso lo spazio e la liberazione dallo sguardo degli altri[15]. Anche la meditazione è un'ottima tecnica per ritrovare l'armonia tra corpo e spirito. Incanalando le energie orgasmiche che attraversano il corpo verso lo spirito, gli amanti cercano di raggiungere un più alto stato di consapevolezza. L'orgasmo non è visto come lo scopo del rapporto sessuale. Inoltre, secondo il tanta (ma anche secondo la “sessuologia taoista”), l'eiaculazione è la perdita dell'essenza vitale, che invece deve essere conservata per la procreazione (o la “creazione” di “nuove e più acute consapevolezze”). Si cerca di mantenere lo stato preorgasmico il più a lungo possibile, ritardando l'orgasmo stesso.  Lo scopo finale è sempre la liberazione dal mondo fisico dei fenomeni e il ricongiungimento con l'entità Shiva-Shakti. Il Tantra ebbe il suo periodo di maggior fioritura tra il X e il XII secolo dopo Cristo, nel Nord dell’India, e fu in seguito soppresso, con il prevalere della religione islamica. Sopravvisse tuttavia in sétte e scuole segrete e migrò, successivamente, in Cina. In Tibet, invece, al riparo dagli influssi di altri popoli, il Tantra si contaminò con il buddhismo e il Bon, l’antica religione sciamanica. Col passare dei secoli, anche in Tibet alcune scuole – come la Gelugpa – iniziarono a prender le distanze dalle pratiche sessuali del Tantra rosso (o Tantra della mano sinistra), facendo oggetto della ricerca l’unione tra il maschile e il femminile sul piano energetico, senza badare più al contatto fisico: questa versione più metafisica costituisce la versione tradizionale del Tantra bianco (o Tantra della mano destra). Soltanto il 7% dei testi tantrici, che prescrivono in genere mantra mandala e ritologie etrogenee, è dedicato alle tecniche erotiche. Il rituale che coinvolge il sesso è detto pancha-makara (ovvero, rituale delle cinque M). A proposito di questo troviamo scritto "Gli adepti del Tantra della mano sinistra (o Tantra rosso) bevono vino (madya), mangiano carne (mamsa), pesce (matsya) e un cereale afrodisiaco (mudra) e si uniscono sessualmente (maithuna)". Sono prescrizioni che, prese alla lettera, ben poco significano all'uomo contemporaneo, ma che hanno una risonanza profonda, che svela il fine del Tantra: il congiungimento dell’energia di Shakti con la consapevolezza di Shiva. I Tantra Indù, redatti in epoca Medioevale, hanno normalmente la forma di dialoghi in cui il dio Shiva spiega alla sua sposa Parvati la filosofia e i miti che sottendono al rito tantrico, incentrato sul principio energetico femminile (Shakti). Questo rito si discosta dalle abitudini indù sia nelle pratiche sessuali sia in quelle di purificazione. Gli adepti imparano da un guru come sprigionare la loro energia psicosessuale; una volta attivata, la forza deve raggiungere il centro energetico più alto, posto alla sommità della testa, permettere all'adepto di sperimentare in se stesso l'unione del dio e della dea. Invece il Tantrismo Buddista é un aspetto della terza fase del buddismo e fu perfezionato in Tibet, dove si fuse con il tantrismo indù. Un tempo esistevano sette tantriche in tutta la Cina e il Bengala; ora sopravvivono soprattutto nell'India settentrionale. L'influsso di questo complesso di pratiche sulle religioni indiane aumentò a partire dal VI secolo d.C. In particolare, se ne appropriarono alcune comunità buddiste e le comunità indù dedite allo shaktismo, che sottolinea la funzione della forza divina femminile[**]. Con il tantrismo, attraverso la recitazione di mantra - la ripetizione perpetuata di una parola - e la pratica di tecniche yoga e di meditazione, si cerca la via della redenzione avendo come fine ultimo il distacco da ogni legame terreno. Nel Buddhismo tantrico in particolare la mente è un sovrano che ha un potere illimitato. Come l'alchimista può cambiare il metallo in oro, la mente può trasformare ogni evento in saggezza trascendentale, utilizzandolo come metodo per ottenere l'illuminazione. E questo grandioso potere risiede dentro di noi, non in alcun altro luogo; non è separato da noi, tuttavia per riconoscerlo abbiamo bisogno della chiave della coscienza. Secondo l'insegnamento del Buddhismo tantrico, l'illuminazione o la liberazione si può ottenere nel corso di questa stessa vita. Il processo consiste in un radicale mutamento della nostra percezione della realtà, un “rivolgimento della parte piú profonda della coscienza”, in cui l'Io o coscienza di sé ha diretto la propria attenzione verso la coscienza universale. Si tratta di “una esperienza intuitiva dell'infinita e onnicomprensiva unità di tutto ciò che esiste”. L'esperienza si può descrivere anche come una scoperta di un mondo al di là delle apparenze ordinarie, in cui gli opposti cessano di esistere. In questo spazio di apertura si superano tutti i limiti; non esiste piú alcunché di esclusivo, alcun “questo o quello”, ma “questo e quello”; tutto viene incluso, nulla viene rigettato. Questo è il mondo della non-dualità e del pleroma[††], da cui ogni cosa si origina e in cui ogni cosa si dissolve. I buddhisti lo definiscono con il termine sunyata, vacuità, lo spazio aperto che contiene sia il principio di causalità che quello di sincronicità[16] [17]. Nel suo significato metafisico piú profondo, [sunyata] è il terreno primordiale, il perenne punto di partenza di ogni processo creativo. È il principio di potenzialità illimitata. A livello intellettuale sunyata è la relatività di tutte le cose e di tutte le condizioni, dato che nulla esiste indipendentemente, ma solo in relazione agli altri fenomeni e in definitiva a tutto l'universo. Questa relazione è qualcosa di piú di una semplice causale connessione spazio-temporale; è un relazione che implica un terreno comune e una simultanea presenza di tutti i fattori dell’esistenza. Dal punto di vista del Tantra ogni essere racchiude in sé l'intero universo. Non vi è separazione tra la mente universale e quella individuale, dato che la mente non è soggetta a limiti spazio-temporali. Oggi le scoperte della fisica moderna ci rivelano che fondamentalmente il mondo è una unità, una interrelazione e una compenetrazione di tutte le cose e di tutti gli eventi.E secondo l'Avatamsaka Sutra,  Tutte le terre pure di buddha e tutti gli stessi buddha si manifestano nel mio essere...Il concetto fondamentale del Tantra è il ricono- scimento della polarità, e la sua integrazione costituisce il nucleo centrale della pratica tantrica: l'unione delle energie maschili e femminili, di materia e spirito, di principi attivi e passivi; l'unione di saggezza, o principio del discernimento (personificata da Manjushri, Buddha della saggezza) e compassione, il principio di unificazione (personificata da Avalokitesvara, il Buddha della compassione).Nel sistema del Tantra ogni piacere mondano, ogni esperienza dei sensi e ogni situazione della vita possono diventare una opportunità per l'illuminazione, se si applica la saggezza. Abbiamo visto come la saggezza (prajna) implichi assenza di esclusività, non attaccamento, ovvero il principio della relatività, sunyata.L'ostacolo piú grande è l'ego. Secondo il pensiero buddhista, l'ego — o, meglio, la concezione che noi abbiamo del nostro Io — è la radice di tutti i problemi e di tutte le sofferenze[18]. Quando i buddhisti parlano di ego si riferiscono alla credenza illusoria in una entità solida, concreta e distinta, priva di legami e indipendente da ogni altro fenomeno.In questo senso, l'ego ovviamente diventa una barriera insuperabile tra noi stessi e il resto del mondo, che ci priva di ogni possibilità di autentica comunicazione e comunione, non solo con gli altri, anche con la parte piú profonda della nostra psiche. Questa barriera deve essere distrutta, e questo rappresenta il problema principale del sentiero della liberazione.Lo scopo, quindi, non è l'annientamento dell'ego, bensí il dissolvimento della falsa visione creata dall'ego. Ciò che dobbiamo ottenere è una apertura verso tutte le possibilità che si manifestano, comprendendo soprattutto che siamo infinitamente molto di piú di ciò che crediamo di essere, quando ci identifichiamo con il nostro piccolo e concreto Io. Abbiamo un potenziale infinito, se ci liberiamo dalla schiavitù del nostro mondo egocentrico: secondo i buddhisti, possiamo realmente diventare un buddha[19]. Non proponendosi di raggiungere nessun risultato, uno scopo preciso, il Tantra è quindi pura liberazione dello spirito, potenziamento delle proprie capacità sensoriali, "sublimazione alchemica" dell’energia sessuale. Il rapporto fisico allora, secondo questa disciplina, non è più considerato come un peccato da evitare o di cui vergognarsi, non è più da tenere segreto a causa della sua "impurità". Al contrario la sessualità è un mezzo per catturare, magnificare e interagire con i processi del Cosmo attraverso i quali si manifesta l’intero Universo; l’atto sessuale diventa una disciplina meditativa attraverso la quale l’anima raggiunge la perfezione spirituale[20]. Il Tantra  è una vera e propria "illuminazione" che va al di là di ogni limite spaziale e temporale che diverge completamente dagli schemi delle religioni e delle filosofie occidentali che negano la carnalità, i desideri e l’attaccamento a tutto ciò che è terreno considerandoli ostacoli alla crescita spirituale. Nel Tantra, al contrario, il corpo diventa un tempio, un veicolo per raggiungere la spiritualità, trasformandosi in un’emanazione divina che conduce alla comunione con l’universo. Inoltre con tutti i suoi processi fisici e biologici, esso è anche uno strumento attraverso il quale operano le forze cosmiche; del resto la struttura umana e le manifestazioni del macrocosmo esterno sono simili e tutto quello che è nell’Universo deve esistere in una certa forma e in una certa proporzione anche nel microcosmo, cioè nel corpo umano. Il Tantra insegna che gli istinti dell’uomo, i suoi bisogni naturali, sono necessari per "nutrire" il corpo così come sono necessari il cibo, l’acqua e il sesso per procreare. Ecco perché in questa disciplina filosofica il rapporto sessuale è così fondamentale. La sessualità nel Tantra diventa energia spirituale, stimolo vitale, una forma di meditazione che conduce l’uomo e la donna verso la conoscenza e la consapevolezza dando loro inoltre la sensazione di essere in comunione con Dio. In questa espansione della coscienza le donne, viste come esseri magnetici, lunari, polarità negativa (l’uomo è la positiva) hanno un ruolo essenziale. L’essere femminile viene trasfigurato in un simbolo vivente e in una manifestazione terrena della Madre Divina dell’Universo (Para Shakti), mentre l’uomo incarna il Principio Maschile (Shiva). La donna, che è in grado di dare la vita attraverso l’atto sacro della nascita, è Brahma, una delle tre divinità della Santa Trinità induista (le altre sono Visnu, colui che preserva, e Siva, colui che distrugge), che per questo deve essere onorata e rispettata. Ella attrae, assorbe e contiene le energie latenti del Cosmo; quando si unisce alla elettricità maschile, l’energia femminile diventa dinamica e positiva (Yang) conducendo a una reazione alchemica durante la quale i due partner si armonizzano su livelli multipli sviluppando capacità extra-sensoriali[21].
La coppia che pratica l’unione sessuale tantrica, come se fosse un vero rito sacrificale, utilizza le energie fisiche dell’uomo unendole a quelle della donna, per raggiungere uno stato di completa armonia con l’Assoluto. La sessualità di tipo contemplativo che il Tantra esalta, ricorda la cerimonia del tè in Giappone, un rito che ha le sue radici nella pratica dello Zen e che associa l’estasi metafisica all’usanza di bere il tè con pochi amici. Durante questa consuetudine così affascinante, l’azione più importante da compiere è proprio l’atto della contemplazione continua, mentre i gesti, le parole, i movimenti passano in secondo piano[22].

Indirizzo per chiarimenti

Carlo & Paola Di Stanislao

E-mail: [email protected]


[*] Nel 3000 - 1000 a.C. esisteva nella valle degli Indù un popolo di cultura matriarcale, gli Harappei, che avevano una vera e propria cultura del piacere: ogni casa aveva, nel salotto, un grande letto, detto della padrona di casa; era più alto degli altri letti e la donna vi festeggiava l'atto amoroso con l'uomo che sceglieva mentre tutti gli altri uomini, bambini, servi, amici passavano davanti, perché il salotto si trovava proprio all'entrata della casa. Il tantra trova le sue radici storiche e culturali proprio all'interno di questa società, dove la sessualità era cosciente e sana.

[†] Energia sessuale allo stato puro.

[‡] Shakti, la Grande Madre, è il potere della vita e della manifestazione dell'esistenza, il motore del divenire, è la natura ed è la forza per l'evoluzione naturale, ma Shakti è anche la Maya, il grande velo della mente che copre la realtà agli occhi dell'uomo. Shakti è Eva, la donna nel grembo della quale Shiva si addormenta e l'universo sogna. Lungi dal voler dilaniare o disintegrare la Maya, il tantrico vuole trascenderla vivendola fino in fondo. La Maya non è l'ostacolo, ma la chiave che porta a Shiva, poiché essa non è che uno dei tanti volti della Shakti cosmica. Non basta aver ricevuto la vita per essere vivi, bisogna anche essere disposti a vivere. Ed è solo vivendo la vita fino in fondo che la si può trascendere. Con il progredire della sadhana, il rito e la vita si fondono, ma ciò non comporta ne una generalizzazione del rito, ne una rinuncia alla vita; la vita diventa il rito e il rito la vita.

[§] Kundalini in sanscrito significa "serpente" ed indica l'energia nervosa e psichica posta nel loto in fondo alla colonna vertebrale, che attraverso il massaggio o la corretta sessualità si risveglia e sviluppa i poteri psichici risalendo tutti i chakra. Arrotolata e dormiente come un serpente, Kundalini è l'energia cosmica che giace in ogni uomo all'estremità inferiore della colonna vertebrale. Essa può essere risvegliata con esercizi e metodi scientifici di meditazione e indotta a salire attraverso i vari centri sottili di energia, cioè di chakra in chakra, nel corpo. Si può chiamare, in un certo senso, "il potenziale divino di ciascun individuo". Questa energia divina cosciente, questo aspetto dinamico del divino, questa potenza-energia della coscienza è la massima realizzazione dell'individuo, in quanto tale. Essa ha connessione con il prana sottile che, a sua volta, è in relazione con le nadi e i chakra sottili. Le nadi sottili hanno connessione con la mente, che ha connessione con tutto il corpo. La Kundalini è il potere del puro desiderio, la “realizzazione del sé”.

[**] Paragonabile alla “dea madre” delle tradizioni europee e alla “femmina oscura” di quelle cinesi.

[††] Lo spazio riservato a Dio. Per gli gnostici l’universo delle realtà eidetiche.



Bibliografia

[1] Kalavani D.: Il tantra e la purificazione dei sensi. Rituali indù per trasformare se stessi, Ed. Xenia, Milano, 2000.

[2] Urgyen T. (Rinpoche): Dipinti d'arcobaleno. L'essenza del tantra: dzogchen e mahamudra, Ed. Astrolabio, Roma, 1997.

[3] Feuerstein G: Il libro del Tantra. Il sentiero dell'estasi, Ed. Pozza, Milano, 2004.

[4] Anonimo: Amore e Sessualità secondo la filosofia spirituale, http://digilander.libero.it/amoreluminoso/psicoanalisi.htm, 2004.

[5] Brotzu R., Di Stanislao C.: Generalità sui chakra, http://www.solaris.it/.asp?Id=1&Cod=936 , 2004

[6] Selby J.: Kundalini. La pratica dei tantra per risvegliare l'energia dei chakra, Ed. Red/Studio Redazionale, Como, 1996.

[7] Arbrile E.: Gnosi ed essoterismo, http://www.centrostudilaruna.it/gnosiesoterismo.html, 2005.

[9] Dönden Y., Kelsang J.: Il tantra della medicina tibetana. L'insegnamento orale segreto delle otto branche della scienza della guarigione, Ed. Astrolabio, Roma, 1980.

[10] Daniels M.: Alla scoperta di sé. La psicologia junghiana e la tecnica watchword, Ed. Astrolabio, Roma, 1996.

[11] Pereira M.: Arcana Sapienza: l’Alchimia dalle origini a Jung, Ed. Carocci, Roma, 2001.

[12] Brenner C.: Breve corso di psicoanalisi, Ed. Giunti, Firenze, 1980

[13] Madera R.: Carl Gustav Jung. Biografia e teoria, Ed. Bruno Mondatori, Milano, 1998.

[14] Pizzi E.: Riflessioni sul Tanta, http://www.laviadellestasi.it/Riflessioni.htm, 2005.

[15] Di Stanislao C.: Le Metafore del Corpo. Dal imbolo alla terapia. Percorsi Integrati di Medicina Naturale, Vol. 1, testa e collo, Ed. CEA, Milano, 2004.

[16] Jung C.G.: La sincronicità, Ed. Bollati Boringhieri, Torino, 1980.

[17] Progoff I.: Dimensioni non casuali dell'esperienza umana. Jung, la sincronicità e il destino dell'uomo, Ed. Astrolabio, Roma, 1975.

[18] Lopez D.S.: Che cos'è il Buddismo, Ed. Astrolabio, roma, 2002.

[19] Osho: Il sentiero del reale. Vigyan Bhairav Tantra. Con 56 carte della meditazione, Ed. Lo Scarabeo, Torino, 1996.

[20] Gangemen T. (Rinpoche Lama,  Columbro M.: Autoguarigione per l'ambiente. L'energia femminile e la rigenerazione dell'ambiente interiore ed esteriore secondo una concezione del buddhismo tantrico, Ed. Five Show, Milano, 1998.

[21] Zadra E., Zadra M.: Il punto G. Una guida tantrica al mistero della sessualità femminile, Ed. Sperling & Kupfer, Milano, 2003.

[22] Tigunait T.: Il tantra svelato. Sedurre le forze della materia e dello spirito, Ed. Il Punto D’Incontro, Milano, 2002.