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GNATOLOGIA E MORFOPSICOBIOTIPOLOGIA: F. Deodato*, L. Paoluzzi**, R. Giorgetti*** *Docente
di Gnatologia clinica , Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi
dentaria. ** Docente di Agopuntura e
M.T.C., Istituto
Superiore di Medicina Olistica. *** Ordinario della Cattedra di Ortognatodonzia .
Direttore della scuola di specializzazione in ortognatodonzia . |
RIASSUNTO
Gli
autori esaminano la patologia della articolazione temporo-mandibolare e la
propongono in una nuova chiave di lettura. La Morfopsicobiotipologia può
permettere valutazioni profonde sui terreni predisponesti patologie precise e
strettamente individuali. Questo nuovo approccio diagnostico (che non vuole
sostituire, ma integrarsi alle metodiche usuali) necessita di una attenta
osservazione del paziente e può rivestire un ruolo molto importante nella
valutazione preventiva (verso cui ogni operatore in ambito sanitario dovrebbe
tendere) e nel successo terapeutico.
PAROLE CHIAVE: ATM, Articolazione M.T.C., Biotipologia
ABSTRACT
The authors re-examine TMJ dysfunction. They suggest a
new way to evaluate this kind of problem: Morpho-psyco-bio-typology. This
analysis makes possible important evaluations about factors and different situations,
that can predispose to specific and individual deseases. This new diagnostic
method (it’s not a substitute but an
helping method to the previous one) is based on a careful patient’s observation
and it can be a very important approach for preventive evaluations and
successful therapy.
KEY WORKS: TMJ, Joint, M.T.C., Bio-typology.
L’analisi e lo studio delle
problematiche articolari è attualmente oggetto di grosso interesse. La
partecipazione dell’ATM nell’equilibrio del distretto cranio-cervico-articolare
e conseguentemente nel complesso posturale è in continuo approfondimento. In
ambito gnatologico è riconosciuta una eziologia multifattoriale alle problematiche
disfunzionali delle ATM, strettamente correlate a caratteristiche
individuali: fattori quali stress, ansia, tensioni emotive (intese come compartecipanti non soltanto
nel determinismo dell’ iperattività masticatoria, ma anche causa di abbassamento
della soglia di adattabilità del sistema(1)) lassità ligamentosa, parafunzioni
quali bruxismo e serramento, malocclusioni dislocanti la mandibola in posizioni
patologiche, oltre naturalmente ad eventi traumatici o a cause biomeccaniche.
Per questi motivi le terapie proposte sono molteplici: interventi ortognatici
atti ad eliminare i fattori biomeccanici causa di dislocazioni mandibolari
patologiche nei tre piani dello spazio, riequilibri posturali per il ripristino di alterazioni ascendenti ( che
originano dal piede) o discendenti ( con partenza dagli occhi o dalla bocca),
terapie fisiche con rieducazioni propriocettive articolari o strutturali in
senso lato e tanto altro ancora. ( Riferimento bibliografico ROCABADO;BRICOT,
Terapia con placche…)Tutto questo , pur supportato da esperienze scientifiche o
cliniche, viene eseguito frequentemente in maniera indiscriminata, con il
susseguirsi di insuccessi terapeutici o solo di successi parziali, che
sicuramente incidono in maniera considerevole sull’economia dei pazienti e che
spesso non soddisfano le loro aspettative.
Il
problema potrebbe derivare da una considerazione dell’ATM troppo “specialistica”, del
visualizzare una manifestazione locale sotto una lente d’ingrandimento, proponendone aspetti sempre più
settoriali e particolari, ma perdendo di vista la globalità del sistema.Il
momento fondamentale di ogni atto medico è incentrato sulla diagnosi:
l’acquisizione di dati anamnestici, clinici ed eventualmente strumentali, la
loro lettura, interpretazione ed integrazione ( decodifica) e la formulazione
di una ipotesi diagnostica.Solo successivamente si potrà procedere ad una
corretta impostazione terapeutica .Una possibile causa di errore ( o quantomeno
di parziale valutazione di manifestazioni patologiche) può derivare dall’attuale
tendenza ad inquadrare ogni patologia in maniera sempre più tecnica, sempre più
specialistica, ponendo l’attenzione su aspetti sempre più particolari, come
accennato in precedenza. Si tende per conseguenza ad esaminare il particolare
di un particolare,e di avere bisogno di più terapie per far guarire il “
complessivo”: il paziente.Inoltre la standardizzazione terapeutica che
richiediamo alla medicina, essere integrata ad una più profonda analisi “
costituzionale” del terreno su cui si interviene.
La
patologia può infatti manifestarsi per persistenza di uno stimolo patogeno ma
anche per abbassamento delle capacità adattative del singolo, pertanto uno
stessa perturbazione può risultare determinante in un particolare momento o su
un determinato soggetto, per diminuzione della sua capacità adattativa in quel
frangente. E’ fondamentale conoscere il range di tolleranza di un sistema , la
sua reattività , per poter stabilire l’approccio più adeguato per “quel”
particolare individuo in “quel” particolare momento. Sottolineo che non si
tratta di cercare la terapia per la patologia , ma per il soggetto.
Indagando
più profondamente, potremo esaminare con diverse chiavi di lettura problematiche locali
apparentemente uguali, diversificandone l’approccio terapeutico,
personalizzandolo.Lo studio biotipologico permette di individuare le
caratteristiche salienti fisiche e
comportamentali di ogni assistito e può aiutarci attraverso questa decodifica
individuale, di comprendere come mai occlusioni perfette possano accompagnare
problematiche delle ATM o viceversa
occlusioni disequilibrate ed estremamente compromesse no. Allo stesso modo
potremmo capire perché alcuni pazienti riferiscono aggravamenti sintomatologici
in particolari momenti dell’anno , in particolari condizioni climatiche o a
seguito di particolari emozioni o sentimenti.
Naturalmente
(tengo a precisarlo) in assenza di cause scatenanti precise (traumi ecc...).
L’individuazione
delle predisposizioni biotipologiche di ciascuno può aiutare a preservare meglio
l’equilibrio individuale in caso di patologie non conclamate o di migliorare le
capacità reattive in caso di manifestazione patologica.
VALUTAZIONE
E CLASSIFICAZIONE CEFALOMETRICA ORTOGNATODONTICA
L’analisi cefalometrica ortognatica suddivide i
pazienti in tipologie Normofacciali, Brachifacciali, Dolicofacciali ( rif.
biblio). In maniera esemplificativa consideriamo brachifacciale un soggetto con il terzo inferiore
del viso corto, con crescita in anterorotazione mandibolare, con un buon tono
della muscolatura elevatoria mandibolare. All’analisi cefalometrica il prolungamento del piano mandibolare
risulterà esterno al bordo inferiore della squama occipitale ( fig.2) .Il volto
è generalmente quadrato con mandibola grossa e forte.
Caratteristiche del soggetto Dolicofacciale Caratteristiche del soggetto Brachifacciale L’arcata dentaria sarà generalmente ampia e la
sinfisi mentoniera pronunciata. L’ipertono della sua muscolatura elevatoria,
oltre ad una predisposizione tipologica e costituzionale, deriva
dall’iperfunzione di questa ( a volte utilizzata per scaricare tensioni emotive
interiori) e condiziona la crescita oraria della mandibola stessa. Fisicamente
può presentare arti corti con ossatura
forte e muscolatura tonica. Caratterialmente è generalmente un estroverso. Le
patologie del distretto cranio-cervico-articolare che possono più facilmente o
frequentemente interessarlo saranno le algie muscolo-tendinee considerata
l’iperattività della sua muscolatura . A seguito di questa iperattività
muscolare possono instaurarsi problematiche intraarticolari per alterazione dei
rapporti tra condilo, disco e fossa articolare. Il soggetto dolico presenta il terzo inferiore del
viso allungato rispetto al terzo superiore e medio. Ne consegue un volto lungo,
con crescita della mandibola in posterorotazione, frequentemente causata o
aggravata da problemi di postura linguale bassa e respirazione orale . Ne
scaturirà un palato ogivale, profondo per la mancata funzione espansiva della
lingua,posizionata sul pavimento della bocca, e spesso affollamento dentario.
La sinfisi mentoniera è piccola ed il mento generalmente sfuggente. Questo
soggetto, frequentemente introverso, può presentare problemi respiratori ( facies adenoidea), allergici, colorito pallido,
astenia (a volte irrequietezza), lassità dei legamenti, arti lunghi con
ossatura sottile. All’esame teleradiografico il bordo inferiore della mandibola
risulta secante la squama occipitale( Fig 1). A causa della sua lassità
ligamentosa può presentare quadri di instabilità intraarticolare nei rapporti
condilo-disco-fossa, riferendo episodi di lussazione o sublussazione articolare
o ancora incoordinazioni disco condilari o disco-temporali. Fig.1 :
soggetto dolicofacciale Fig.2: soggetto brachifacciale Il soggetto normofacciale ha il terzo inferiore del
viso in equilibrio con il medio e
superiore; il volto risulta armonico con il piano mandibolare tangente alla
squama occipitale: Fisicamente il soggetto sarà armonico e ben proporzionato. Ciascuno dei soggetti sopra descritti può
presentare equilibrio o meno nello sviluppo osseo del mascellare superiore ed
inferiore ( mandibola). Nel caso di equilibrio si parlerà di prima classe scheletrica, nel caso discrepanza
favorevole al mascellare superiore di seconda classe scheletrica e di terza
classe scheletrica se le dimensioni della mandibola prevarranno su quelle del
mascellare superiore. CLASSIFICAZIONE BIOTIPOLOGICA SECONDO M.T.C. All’interno delle cinque logge energetiche la M.T.C.
individua i soggetti legno, fuoco, terra,metallo ed acqua ( naturalmente
distinguendo tipologia Yin e Yang per ciascuna loggia). Brevemente esaminiamo
ciascuna di queste: Biotipo legno: Viso quadrangolare, colorito verde, fronte alta,
capelli radi ,ispidi, duri, forti, mento ben disegnato, naso proporzionato,
occhi giustamente distanti, spalle larghe, mani e piedi piccoli. Astenico al
mattino, instabile caratterialemte, incostante, talentuoso, ha poca forza
fisica . Può essere ansioso, collerico, facilmente preoccupato, aggressivo,
allergico ( allergie alimentari, punture di insetti, polline, medicamenti). Può
soffrire di cefalee provocate dal vento. Denti forti e regolari soprattutto incisivi e canini, meno i molari. Biotipo fuoco: Fronte grande, viso triangolare e mento
appuntito, naso lungo e sottile con narici non grandi oppure gobbuto ed
aquilino. Bocca spesso molto stretta, zigomi sporgenti e ben coloriti. Denti
lunghi e sporgenti. Colorito rosso, testa piccola, spalle, dorso, anche e
ventre ben sviluppate.Mani e piedi piccoli. Spirito vivo, va facilmente in
collera , molto preoccupato, impaziente, sopporta bene primavera ed estate, non
sopporta autunno ed inverno. Muore spesso per morti improvvise. Biotipo terra: Colorito giallo, testa grande e viso rotondo.
Spalle e dorso ben fatti , ventre grosso cosce e gambe ben sviluppate, mani e
piedi piccoli e carnosi. Naso spesso, con la punta larga, guance spesse e
paffute, labbra carnose, denti quadrati. Fedele e sincero, altruista calmo e tranquillo, non sopporta primavera
ed estate, sopporta autunno ed inverno. Biotipo metallo: Integerrimo, impaziente , controllato
ma che esplode e può diventare violento,
sopporta bene autunno ed inverno, non sopporta primavera ed estate. Colorito
bianco, testa piccola e viso oblungo ( che è possibile inscrivere in un
rettangolo).Arcata dentaria contratta ( particolarmente la superiore). Spalle,
dorso , ventre , mani e piedi piccoli. Ossuto con corpo leggero. Denti lunghi e
rettangolari, naso diritto, forte e lungo. Lingua sottile, secca o umida. Può
soffrire ,o aver sofferto di problematiche respiratorie. Biotipo acqua: Colorito nero, testa grande e viso in rilievo,
mento largo, spalle piccole, ventre grosso, mani e piedi piccoli. Longilineo
con dorso lungo. Sopporta bene autunno ed inverno, non sopporta primavera ed
estate.denti morfologicamente molto belli, forti , solidi, bianchi, tipici
delle razze scure. Riportiamo esempio di 4 diverse morfologie dentarie
: in alto a sx : terra, a dx . acqua; centrale a sx :
metallo, a dx : legno; in basso: fuoco Le
logge
energetiche all’interno dell’ATM ( fig.3) saranno rappresentate: Legno:
muscoli e tendini, Fuoco: vasi sanguigni,Terra:
connettivo, Metallo: cute, Acqua: tessuto
osseo-cartilagineo , Terra : connettivo Fig 3 Le
patologie correlabili alle logge energetiche potrebbero essere: Elemento Legno : Muscoli e tendini ( Algie muscolo – tendinee , lassità,
parafunzioni,ecc…) Elemento Fuoco: Vasi sanguigni (Patologie della
zona bilaminare, retrodisciti, infiammazioni, stravasi…) Elemento Terra: Connettivo ( Patologie della Capsula Articolare,
connettiviti, borsiti,..) Elemento
Metallo: Cute
(parestesie,iperestesie cutanee, lassità,..) Elemento
Acqua: Tessuto osseo-cartilagineo(
artrosi,artriti,degenerazioni del disco, ecc) Questa analisi che, sottolineo, deve essere
integrata alla tradizionale visita gnatologica, permetterebbe ad esempio di
inquadrare le parafunzioni e la lassità ligamentosa ( considerati fattori predisponenti le patologie delle ATM) non
come fattori da valutare ed esaminare singolarmente ma caratteristiche
individuali dell’asse biotipologico legno-metallo più predisposto a questo
genere di patologia. In questi casi sarebbe sicuramente opportuno integrare
terapie localizzate sull’ATM a riequilibri delle logge energetiche in
questione. Descriviamo il caso clinico di un paziente
presentatosi a visita per forti dolori in zona articolare ( ATM) dx e sx non
accompagnati da alcuna alterazione funzionale articolare : i caratteri del
viso, la sintomatologia,la morfologia dei denti ( foto) e la loro usura diffusa
hanno permesso un inquadramento biotipologico nella loggia legno-fuoco Fig. :
usura dentaria diffusa Fig.:
posizionamento condilare antero-inferiore La localizzazione del dolore palpatorio depone per una patologia a
carico della zona bilaminare (con edema retroarticolare) e spasmo
muscolo-tendineo di molti muscoli masticatori e cranio-cervicali e dei
legamenti collaterali- laterali di entrambe le articolazioni
temporo-mandibolari. L’esame radiografico richiesto conferma una
antero-inferiorizzazione condilare bilaterale, in tal caso non dovuta ad
occlusioni dislocanti ma all’edema retroarticolare della zona bilaminare. La
terapia proposta ha previsto un riequilibrio generale secondo la biotipologia
costituzionale e successivamente una rivalutazione della sintomatologia locale.
Dopo 1 mese di attento controllo alimentare e di fitoterapia, la sintomatologia
articolare è regredita, non rendendo indispensabile alcuna manovra terapeutica
locale. CONCLUSIONI Integrare conoscenze sperimentate e migliorare
l’interrogatorio del paziente nonché la sua osservazione clinica può aiutarci
a valutare quanto le problematiche
possano dipendere da disequilibri generali o semplicemente locali Abituarsi a
non focalizzare l’attenzione solo su un distretto , ma ricercare connessioni
tra problematiche anche apparentemente lontane e differenti, può permettere a
medici ed operatori sanitari anche non profondamente a conoscenza di specifiche
patologie “locali” di istruire ogni assistito su come preservare al meglio la
propria salute ( funzione preventiva) ed a quali “ allarmi “ prestare
maggiormente attenzione, oltre che a ripristinare l’equilibrio costituzionale
dei terreni su cui intervenire terapeuticamente. In ambito ortodontico, l’inquadramento proposto
potrebbe essere utile anche nelle previsioni di crescita craniale e nello
stabilire quali modificazioni, in ambito ortodontico –ortopedico, possano
garantire più e limitare i casi di recidiva stabilità nel tempo. BIBLIOGRAFIA:




Volendo creare delle
correlazioni tra i modelli esposti potremmo paragonare il soggetto metallo al
dolicofacciale astenico, pallido con problemi respiratori e lassità
ligamentosa, ed il soggetto legno al brachifacciale con muscolatura tonica; il
normofacciale potrebbe essere un soggetto milza.