YINQIAOMAI:
“ESSERE NELLA PROPRIA PELLE”
Significato del meridiano curioso Yinqiaomai:
revisione della letteratura e spunti di riflessione.
Marialucia Semizzi, Giulia Boschi, Luigi De Franco,
Gilberto Gori, Emilio Simongini, Carlo Di Stanislao
Se ti accade, al mattino, di svegliarti pigro e indolente,
tieni presente questo pensiero:
«Mi alzo per riprendere la mia opera di uomo».
Marco Aurelio (imperatore romano, 121-180 dC)
"La mia felicità consiste nel sapere che provengo dal principio,
nel contemplare lo yin e lo yang,
nell'osservare il succedersi delle stagioni,
l'alternarsi del giorno e della notte,
e nel sapere che al principio farò ritorno".
Zhuangzi
RIASSUNTO: Questo lavoro - che vuole riassumere il significato funzionale del meridiano straordinario Yiqiaomai - è in più parti. In questa prima parte gli Autori presentano il significato dell’ideogramma Qiao che compone il nome di Yinqiaomai e il significato generale dei meridiani Qiaomai, che in base allo studio degli AA rappresentano il mettersi in piedi per guardare lontano e crescere in alto, cioè l’affermazione della coscienza umana dell'individuo, porta d'accesso alla coscienza anche intesa in senso morale e quindi espressione di lungimiranza. I Qiao sono l'incarnazione nella terra e lo svolgimento nella vita terrena del progetto individuale iniziale affidato al singolo dall'unione feconda tra Cielo e terra.
PAROLE CHIAVE: Meridiani straordinari. Qimai. Yinqiaomai, Yangqiaomai. Ideogramma Qiao.
SUMMARY: The present work is intended to summarize the meanings and functions of the extraordinary vessel Yinqiaomai. The exposition is divided into parts and this first one focuses on the meaning of the character QIAO found in Yinqiao and Yangqiao vessels. The Authors argue that the "standing on tiptoe to look far away" and "growing up" meanings associated to the character hint at the growing awareness of human conscience into an ethical realm, which is expression of farsightedness. The two Qiao represent the incarnation into the terrestrial realm and are related to developing the original project entrusted to the single person by the generative union of heaven and earth.
KEY WORDS: Exstraordinary Vessels. Qimai. Yinqiaomai, Yangqiaomai. Character Qiao.
INTRODUZIONE
In un nostro precedente lavoro su Yangweimai abbiamo espresso la convinzione che il modo di vivere cittadino contemporaneo (con l’alterazione artificiale dei ritmi, la frustrazione dell’ambizione, la fretta, la costrizione degli spazi e dei tempi, i conflitti e delusioni relazionali e di coppia) crei delle perturbazioni energetiche che, qualora siano protratte e così profonde da intaccare l’individuo costituzionalmente, alterano la corretta funzione energetica soprattutto dei meridiani straordinari accoppiati Qiao e Wei. Abbiamo esaminato le caratteristiche energetiche di Yangweimai ed ora sarebbe logico affrontare lo studio dell’accoppiato Yinweimai. Tuttavia la nostra esperienza clinica ci ha portato a riconoscere più volte una perturbazione a carico di Yinqiaomai e questo ci ha indotto a ristudiare questo meridiano. Vista la relativa frequenza di riscontro, riteniamo possa essere di una qualche utilità offrire alla lettura di coloro che siano interessati una sintesi di quanto si conosce su Yinqiaomai, presentando una revisione della letteratura riguardante Yinqiaomai a partire dall’esame degli ideogrammi che ne compongono il nome, alcuni spunti di riflessione sul ruolo patogenetico e funzionale del meridiano ed infine alcune considerazioni personali maturate dagli autori nella loro pratica e nei loro studi ed elaborate poi insieme discutendone tra loro.
Verranno presentati anche alcuni casi clinici che si ritengono paradigmatici.
Lo scopo di questo nostro lavoro non è tanto quello di fare una summa di quello che si sa su questo meridiano, quanto quello di cercare di penetrarne il significato funzionale, di coglierne in qualche modo “l’anima”.
I PARTE
I MERIDIANI STRAORDINARI QIAOMAI
Per un rapido inquadramento dei Meridiani Curiosi o Straordinari si rimanda al nostro precedente lavoro su Yangweimai[1].
Nei trattati si trova la seguente schematizzazione dei meridiani straordinari:
- Quattro meridiani straordinari di prima generazione: Ren, Du, Chong e Dai
- Quattro meridiani straordinari di seconda generazione: Yin/Yang Wei e Yin/Yang Qiao
Successivamente alla formazione dei primi quattro meridiani straordinari si sviluppano i meridiani “di seconda generazione” ossia i Wei e i Qiao che in un certo senso possono essere visti come un predisporre l’individuo che si sta formando a vivere in un ambiente costituito da successione di unità temporali, da spazio, da altri individui con cui confrontarsi. Quindi sia i Qiaomai che i Weimai sono meridiani che hanno funzioni di “collegamento”, di “sincronizzazione” delle funzioni vitali e di “adattamento” dell’organismo all’ambiente spazio-temporale in cui si trova a vivere. In particolare i Qiaomai sono maggiormente deputati alla sincronizzazione interna dei ritmi e alla percezione “soggettiva” di sé e del mondo esterno, mentre i Weimai alla strutturazione spaziale dell’organismo e all’adattamento all’ambiente esterno.
Se il processo di "prima generazione" attiene all'ingresso dello Shen originario (Yuanshen) nel Jing, la "seconda generazione" concerne l'incarnazione nel senso letterale del termine, ossia la connessione fra Jingshen (spirito, intelletto, forza, vitalità) e le “intelligenze corporee” [2].
Prima di entrare in dettaglio su Yinqiaomai, vediamo di specificare un po’ meglio le funzioni della coppia dei meridiani Qiao, per quello che Yinqiao e Yangqiao hanno in comune.
Cominciamo col nome. In Inglese i Qiaomai sono tradotti come HEEL VESSELS che significa “Meridiani dei talloni” per il fatto che originano nel loro percorso dai talloni, per cui la sigla OMS di identificazione è HV.
La vecchia traslitterazione rendeva la pronuncia con Yin Keo e Yang Keo e la scuola francese e vietnamita li chiama “vasi di movimento” Yin e Yang. Attualmente è da tutti accettata la traslitterazione Pinyin Qiao (che si legge “Ciao” e non “Kiao”)
L’IDEOGRAMMA E IL SIGNIFICATO DEL NOME
QIAO Mai
Gli ideogrammi QIAO che nei testi classici vengono utilizzati per riferirsi ai meridiani qiaomai sono due (Ricci 646[3] e Ricci 647[4]) che hanno entrambi il radicale piede sulla sinistra.[5]
In particolare nell’ideogramma Ricci 646 si ha il connotato di “rizzarsi sulla punta dei piedi” (per vedere meglio: Couvreur FS,1966: p. 900, Ricci 1996 p.116 ).
Questo significato si deduce in quanto l’ideogramma mostra qualcosa di alto, di elevato, accanto all’immagine di un piede in movimento (Wieger L, 1972).
Invece l’ideogramma Ricci 647 accanto al piede mostra un segno con funzione fonetica che mostra qualcosa di elevato come gli alberi che diventano curvi, cioè alti (Shuowen, 1990, p.523)[6]. E’ infatti formato da ‘curvare’ e ‘alto’, carattere di per sé appartenente alla categoria ‘associazione per idea’ (huiyi).
Infine, seppure non ci sembra del tutto pertinente in questo contesto, ricordiamo che lo stesso carattere, se pronunciato "jiao" anziché "qiao", significa disubbidiente, arrogante, che ha dispregio dell’autorità (Shuowen, 1990, p.86; Xu Chaohua, 1994, p.138).
In un testo del XVI secolo (lo Yi Xue Ru Men di Li Chan) si legge: "Qiao sta per Jie (agile, rapido, prontezza). Significa che lo scorrere di questo meridiano assomiglia alla rapidita' del piede”[7].
I due meridiani Qiao, come vedremo in dettaglio successivamente, si inerpicano dai talloni lungo le gambe (strutture flessibili e in movimento) e raggiungono gli occhi, dando all’organismo la capacità di vedere, muoversi, sollevarsi e spostarsi lateralmente (guidano i movimenti di abduzione e adduzione delle cosce).
Yinqiaomai è l’accoppiato di Renmai che accoglie la discesa dello Shen nel Jing e struttura assieme al Dumai l’individuo.
Yangqiaomai è l’accoppiato di Dumai che invece rappresenta l’ergersi con sicurezza e con solidità, l’elevarsi lungo l’impalcatura salda e rigida della colonna vertebrale e del cranio.
Yinqiaomai e Yangqiaomai quindi rispondono alla discesa dello Shen nel Jing (rappresentata dalla prima generazione che si esprime in questo caso attraverso Renmai e Dumai, discesa del Cielo nella Terra) con un movimento opposto di risalita dalla Terra verso il Cielo e questa risalita è flessuosa, rappresentando l’adattabilità alla vita e la fragilità dell’organismo.
Questa idea emerge anche dalla lettura dei testi di vari studiosi contemporanei (per esempio: Mollard Y e t al, 1996; De Berardinis D et al, 1999; Corradin M et al, 2001), in cui i Qiaomai sono meridiani collegati al sollevarsi in piedi e al movimento; esprimerebbero il piantarsi sui talloni, lo stare sulla Terra, il radicarsi sulla terra in piedi tra Cielo e terra, nella posizione propria dell’uomo. Andando dai talloni agli occhi e al cervello, passando per il tronco (e per quanto riguarda Yinqiaomai attraverso l’utero), sarebbero meridiani di movimento dello yin e dello yang dalla terra verso il cielo, di collegamento dei piedi con il cervello, di unificazione della coscienza dell’essere nel proprio corpo che è fatto di piedi, gambe per muoversi, ventre, torace, occhi e testa.
Due sono gli aspetti di specificazione del sollevarsi in piedi: uno nell’ottica dell’evoluzione della specie e uno nell’ottica dell’evoluzione dell’individuo.
L’uomo è l’unico animale che sta in piedi e quindi il “sollevarsi in piedi” è specificazione dell’appartenenza alla specie umana: in questo senso i meridiani Qiao sarebbero quelli che trasportano le energie della “coscienza umana”, la dimensione di coscienza e percezione soggettiva di sé e del mondo (schematicamente: Jeffrey Yuen dice che Yinqiaomai esprime come vediamo noi stessi e Yangqiaomai come vediamo il nostro mondo ideale, come percepiamo il mondo come vorremmo che fosse, per questo si dice percezione soggettiva del mondo esterno. Yuen J, 2000; Corradin et al, 2001). Dal punto di vista neurofisiologico questo concetto connetterebbe i meridiani Qiao con la parte “più umana” del cervello, ossia il lobo frontale specie nelle sue correlazioni con le aree visive[8], dove si sviluppa la consapevolezza di sè. Ci rendiamo conto che questi accostamenti (tentati da Rozeg[9] e alcuni altri autori) di collegare le strutture meridianiche a parti anatomiche del corpo sono scorrette e parziali e alla fine francamente fuorvianti rispetto al concetto fondamentale dell’energetica del “tutto in ogni parte e ogni parte nel tutto”; tuttavia ci sia concesso di accennarne per dare la possibilità a chi legge di crearsi un’immagine familiare del “dove” collocare quanto si dice. Recenti ipotesi, avanzate da Crick e da Koch (Crick F et al, 2003) correlano la coscienza individuale alle aree visive e alla facoltà del vedere, in modo secondo noi suggestivo per un richiamo a quanto intuito dai cinesi ed espresso attraverso Yinqiaomai.
Dal punto di vista dell’evoluzione dell’individuo invece l’alzarsi in piedi si correla alla crescita, allo svezzamento, allo sviluppo di autonomia individuale e alla curiosità: il bambino che si mette in piedi esplora il mondo, si stacca dalla madre, si assume (seppure istintivamente e incoscientemente) la responsabilità dell’andare per proprio conto. A sottolineare questo aspetto uno dei meridiani Qiao è accoppiato con Renmai che è il meridiano dell’assunzione della responsabilità e l’altro con Dumai che è il meridiano della verticalità, cioè della relazione col Cielo e di tutto ciò che è rappresenta la peculiarità umana di essere “verticale” (sia anatomicamente che psicologicamente che moralmente)[10].
Nel loro insieme dunque i Qiaomai esprimerebbero l’affermazione della coscienza umana dell'individuo, porta d'accesso alla coscienza anche intesa in senso morale e quindi espressione della consapevolezza dell'adesione o del tradimento del mandato del Cielo nella propria vita. I Qiao sono l'incarnazione nella terra e lo svolgimento nella vita terrena del progetto individuale iniziale affidato al singolo dall'unione tra Cielo e terra che genera l'uomo.
In questo senso alzarsi in piedi può connotarsi come espressione della dignità di uomo nell'indirizzarsi dalla terra al cielo oppure come l'arroganza dell'ergersi. Come l'ideogramma suggerisce, il modo naturale di crescere è alzarsi in modo flessibile cioè elevarsi restando umili, ricostruendo così il “ponte”[11] fra terra e cielo, fra Jing e Shen. L'uomo virtuoso porta a termine il suo "mandato celeste" vivendo tutti gli anni che gli sono stati assegnati; il curvarsi del corpo in vecchiaia prefigura il momento del ritorno ad una dimensione immateriale[12].
Come si legge nel testo di Mollard e Maiola sull’embriologia energetica (Mollard Y et al, 1996, pag. 59), nell’embrione il tragitto dei Qiaomai inizia tra gli abbozzi degli arti inferiori presso zongjin e l’occhio e il cervello (gli occhi sono embriologicamente parte del cervello e anche la MTC così li considera), seguendo la stessa direzione di Renmai e Dumai.
Essi sono connessi agli occhi (al vedere) e al ritmo che gli occhi (aprendosi al mattino e chiudendosi alla sera) danno alla vita. Ciascuno di noi “è” ed è in un ambiente. E quando si diventa coscienti di sé si è anche curiosi verso l’ambiente in cui ci si trova a dover vivere, per cui i lo Yangqiao estrinseca la curiosità verso l’esterno per desiderio di prendere coscienza (a differenza della curiosità di Dumai che conosce per il desiderio di conquistare, di sapere e possedere, De Berardinis D et al, 1999) mentre lo Yinqiao - con l'introversione, il sogno, il sonno - ci rammenta che la nostra appartenenza a questo mondo è temporanea e ci offre la possibilità di vivere - attraverso ciò che Confucio chiamava "dimenticanza dell'io" - stati di coscienza diversi da quelli caratterizzati dalla percezione sensoriale. Gli occhi esplorano l’ambiente e vi si adattano, sincronizzando i tempi interiori con quelli esterni e regolando perciò la vigilanza diurna e il raccoglimento restauratore del riposo notturno. Quest’azione di regolazione dei ritmi interni e della sincronizzazione dell’organismo rispetto ai cicli nictemerali ambientali è una delle azioni fisiologiche più importanti della coppia dei Qiaomai, per cui una loro perturbazione porterà quasi sempre ad una alterazione dei ritmi del sonno (gli occhi non si chiudono dando insonnia se perturbazione yang, e cioè dello Yangqiaomai, mentre tenderanno a chiudersi troppo o fare fatica ad aprirsi nel caso di turba Yin e cioè dello Yinqiaomai).
Osservando il loro decorso si può ancora notare che avviluppano longitudinalmente il corpo dai piedi alla testa (sul versante mediale e interno lo Yinqiaomai e su quello laterale ed esterno lo Yangqiaomai), ma escludono gli arti superiori: l’esplorazione spaziale e il contatto oggettivo coll’ambiente esterno vengono infatti guidate dallo Yangweimai (e in minor misura dallo Yinweimai), mentre i Qiaomai regolano la coscienza dell’esperienza vista e fatta e stabiliscono la prospettiva e il “baricentro interiore” necessari per orientarsi ed agire (per cui si dice che “sposano” la destra con la sinistra e lo yin con lo yang, creando l’armonia e l’equilibrio interno necessari per avere baricentro stabile).
Poiché una diretta conseguenza della consapevolezza della propria identità è quella di riconoscersi sessuati e interdipendenti, i Qiaomai hanno a che fare anche con la sessualità come ricerca e desiderio di coppia[13] e spesso entrano in crisi in situazioni di prolungato conflitto sentimentale col sesso opposto o nelle situazioni di incertezza sulla propria identità sessuale.
Bibliografia
- Corradin M, Di Stanislao C; Parini M: Medicina Tradizionale Cinese per il massaggio e per il Tuina. Volume I. CEA, Milano, 2001: 367-414
- Couvreur FS : Dictionaire Classique de la Langue Chinoise par F.S. Couvreur S.J. ed. or. 1890, Kuanchi Press 1966 : p.900
- Crick F, Koch C A framework for consciousness. Nat Neurosci. 2003 Feb;6(2):119-26
- De Berardinis D (a cura di): Jing Luo Mai. Dispense sui Meridiani. AMSA, Roma, policopie, 1999
- Li Chan, Yi Xue Rumen, Tianjin Kexue Jishu Chubanshe, 1999
- Mollard Y; Maiola M: L’uomo prima della nascita: embriologia energetica. Sowen/Jaca-Book, Milano, 1996: 51-69
- Ricci: Dictionnaire francais de la lingue chinoise, istitut Ricci - Kuangchi press 1994. pag. 116
- Rozeg J. Vaisseaux merveilleux. Massonneuve, Paris, 1983.
- Shuowen Jiezi Duan Zhu, Sichuansheng Xinhua Shudian, 1990, p. 86; p. 523
- Wieger L: Caractéres Chinois, Kuang Chi Press, Taichung, 1972. Lezione 112B
- Xu Chaohua, Er Ya Jin Zhu, Nan Kai Daxue Chubanshe, 1994, p. 24; p. 138; p. 291
- Yuen J : Le lezioni di Jeffrey Yuen, volume II: i meridiani LUO, a cura di Simongini E e Butrini L. Ed. AMSA, Roma, 2000, pag 60
[1] Semizzi M, Boschi G, De Franco L, Gori G, Simongini E, Di Stanislao C: “Yangweimai: Lasciarsi afferrare dalla vita”. La Mandorla VII, 2003: 24, 25 e 26 http://www.agopuntura.org
[2] Usando per comodità le categorie di Gardner (Gardner H. Multiple Intelligences: The theory in practice. Basic Books. New York, 1993), potremmo dire che i Weimai e i Qiaomai hanno a che vedere con l'intelligenza corporale e cinestesica, con quella spaziale (Yangweimai), con quella sociale (Yangqiao) e con quella intrapersonale; quest'ultima - classicamente definita come la capacità di capire sé stessi le proprie propensioni, paure, attitudini - sarebbe il campo elettivo dello Yinqiao. Inoltre, se i due Wei rappresentano maggiormente l'interfaccia con lo Yin-Yang funzionale (spazio-tempo all'esterno, Weiqi e Yingqi all'interno), i due Qiao hanno una connessione più profonda con lo Yin-Yang ontologico: terra e cielo nel macrocosmo, Jing-Shen nel microcosmo, come si evince anche dalla loro relazione diretta con Renmai e Dumai.
[5] Nel dizionario Mathews entrambi i caratteri sono riconosciuti come 750: Mathew's, Chinese-English dictionary, american edition, Harvard univerisity press, Cambridge, Massachusetts,1993, pag 102.
[6] Commento di Duan Yucai allo Shuowen Jiezi: Qiao indica alto; ‘gli alberi si curvano indica divenire alti; si curvano come le piume, indica essere alto; nello Han (Shu), Guang Zhuan, ‘qiao indica alto e rispettoso’. Qiao, s’incurva come le piume...quello che si curva nella parte alta è detto qiao, (alto e curvo). Er Ya Jin Zhu: ‘Qiao, alto. Nello Shi Jing, Zhou Nan, Han Guang dice: ‘a sud vi sono alti alberi che è impossibile riposarsi (all’ombra)’ (…) Ciò che assomiglia all’albero jiu (albero alto e forte il cui legno è usato per fare le scacchiere) è detto qiao, (alto ed eminente). ‘ (Xu Chaohua, 1994, p.24; p.291)
[7] cioè l’energia di Yinqiao scorre rapida come è rapido il piede quando si muove.
[8] anche gli animali hanno il lobo frontale, e come si sa molti studi sulle funzioni superiori del lobo frontale sono allestiti su animali da esperimento anche filogeneticamente distanti dall’uomo; tuttavia le funzioni più propriamente umane (come la strutturazione complessa dei dati in memoria di esperienza e in sviluppo dell’autocoscienza o l’archiviazione degli eventi inconsci) sono proprie del cervello umano e non vengono a quanto si sa a tutt’oggi condivise dagli animali filogeneticamente inferiori.
[9] Rozeg correla i meridiani curiosi soprattutto con l’asse neuroendocrino. In particolare lega le funzioni di Yinqiao con quelle delle paratiroidi (Rozeg J, 1983)
[10] Viene detto che Renmai e Yinqiaomai sono in relazione reciproca di “marito e moglie” mentre Dumai e Yangqiaomai in relazione reciproca di “signore e vassallo”
[11] “ponte” è un altro ideogramma in cui si trova la parte destra "qiao"
[12] Commento di Duan Yucai: ‘Lo Er Ya Shi Gu, citando lo Shi Jing, dice: ‘quando gli alberi sono diventati molto alti (qiao) si tagliano’.
[13] mentre la riproduzione ha più a che fare con Chongmai e la maternità con Renmai, attraverso i Qiaomai si sviluppa piuttosto l’aspirazione alla propria realizzazione personale attraverso la relazione di coppia