Manet - Un Bar aux Folies - Bergére
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LA GENTILEZZA DELLA FITOTERAPIA
 

Marco Zancarella

 

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Parte seconda

Riassunto: Lo studio e l'utilizzo della più antica terapia dell'umanità richiede al medico attuale l'impegno logico della scienza unito a quello poetico della tradizione orientale. Vengono discusse le principali questioni aperte dallo studio scientifico, dall'esperienza cinese, dall'attuale domanda di fitoterapia e dalle basi di botanica per proporre una comprensione generale del valore della fitoterapia.

Nella seconda parte si descrive il metodo analogico - poetico con cui la fitoterapia cinese ha sviluppato la sua grande tradizione medica. Le possibilità di studio farmacologico delle piante cinesi consente di avvicinare i due approcci (occidentale ed orientale) di conoscenza che risultano complementari: lo studio del fitocomplesso ci rende coscienti della miriade di reazioni biochimiche coinvolte negli effetti clinici, mentre le descrizioni cinesi ci permettono una immediata sintesi che deriva da secoli di osservazioni dirette. Sono discussi i fatti che possono aiutare la risposta del medico alla crescente domanda di fitoterapia. Il consenso informato alla fitoterapia risulta analogo a quello per le altre medicine non convenzionali, a causa dell'incompleta disponibilità di dati scientifici e per le sue caratteristiche di occasione educativa.

Parole chiave: fototerapia, fitocomplesso, gentilezza, consenso informato, fitoterapia cinese, sapori, ricette cinesi, educazione alla salute, alimentazione, prontuario fitoterapico, rapporto medico paziente.

 

Summary: In this second part the analogic-poetic method is described  with which the Chinese phytotherapy it has developed its great medical tradition. The possibilities of pharmacological study of the Chinese plants concur to approach to the two approaches (western and oriental) of acquaintance that turn out complementary: the study of the phitocomplex us renders aware of the myriad of biochemical reactions been involved in the effects clinicians, while the Chinese descriptions allow an immediate synthesis us that derives from centuries of direct observations. The facts are discussed that can help the answer of the doctor to the crescent ask of phytotherapy. The consent informed to the phytoterapy turns out analogous to that one for other not conventional medicines, because of the incomplete availability of scientific data and for its characteristics of educational occasion.

Key words: : phytotherapy, phytocomplex, gentility, informed consent, Chinese herbal medicine, prescriptions, education to the health, feeding, medical relationship patient

 


 

Come possiamo considerare le antiche indicazioni della fitoterapia cinese alla luce delle moderne nozioni di biochimica, farmacocinetica e farmacodinamica?

Tra le caratteristiche della farmacoterapia cinese (1) spicca:

Il suo utilizzo massiccio da parte di centinaia di milioni di persone e forse più.

Le formule fitoterapiche cinesi sono efficaci e discretamente innocue

Le formulazioni utilizzate sono infusi, decotti, estratti secchi ecc, gli stessi di quelli della fito terapia ed erboristeria occidentale

Le formule fitoterapiche disponibili sono il risultato della sperimentazione empirica condotta con buona continuità per secoli e descritte mediante criteri di conoscenza fisiopatologica che sono rimasti essenzialmente immutati per migliaia di anni.

Davanti a questi fatti non può che sorgere un importante interesse della nostra medicina. Abbiamo a che fare con una imponente mole di "evidenza clinica" e con una medicina che ha potuto verificare e ponderare nei millenni le proprie scoperte!!

I problemi iniziano, però, quando si affronta lo studio di questa immensa cultura fitoterapica: i criteri di studio, e lo stesso linguaggio utilizzati dai cinesi nei millenni della loro medicina sono completamente diversi da quelli che utilizziamo in occidente per la farmacologica, per la fisiopatologia e per la clinica. Il linguaggio della medicina cinese è pressochè incomprensibile, per non dire assurdo, rispetto al linguaggio scientifico della medicina occidentale. In compenso, per noi sembra normale che ogni 15 - 20 anni la nostra letteratura medica riscriva radicalmente i suoi testi, mentre nei testi cinesi più antichi le classificazioni delle erbe sono uguali a quelli attuali.

La terminologia principale è la seguente:

caratteristiche yang, o "natura": calda, tiepida, fresca, fredda

caratteristiche yin, o "sapori": piccante, dolce, acido, amaro e salato

sito di azione: i meridiani energetici, organi e visceri energetici

direzione: verso l'alto, verso il basso, verso l'esterno, verso l'interno

tossicità: intensa o modesta

Erba fredda, o calda, con sapore dolce o piccante…: a noi sembrano poco più che quisquilie gastronomiche, mentre per loro sono entità cliniche fondamentali che si articolano in un complesso e completo quadro di fisiologia, di patologia e di terapia.

Il piccante, ad esempio, indica la qualità farmacologica che "muove il Qi e fa circolare il Xue" traducibile come "muove l'energia e fa circolare il sangue". La traduzione è comunque molto imprecisa in quanto i termini cinesi non sono che vagamente riferibili ai nostri "energia" e "sangue". Il piccante, inoltre, dicono che agisce sul polmone, si dirige al riscaldatore superiore, apre la superficie ed induce sudorazione.

Il dolce si dirige alla milza ed al riscaldatore medio, agisce come armonizzatore, calma i dolori spastici, nutre il Qi, lo Xue, lo yin e lo yang, umidifica la secchezza.

L'acido si dirige al fegato ed ai tendini, astringe riducendo le perdite di liquidi e di Qi.

L'amaro si dirige al cuore ed alle ossa, elimina verso il basso il calore interno, rinfresca il fuoco di cuore, asciuga l'umidità, abbassa il Qi di polmone, abbassa il fuoco del Ming Men

Il salato si dirige al rene ed al sangue, ammorbidisce i ristagni, dissolve gli accumuli.

In sintesi, questa modalità di conoscenza può essere definita una modalità poetica - analogica, antitetica rispetto alla nostra scientifica-logica.

Ad una prima lettura, è veramente difficile per la nostra cultura medica occidentale considerare queste indicazioni serissime e saggissime Verità, scoperte e verificate per millenni da milioni di medici su miliardi di persone. Ma questa medicina, per noi strana, descrive una immensa mole di evidenze osservazionali che si riferiscono a risultati clinici riproducibili. Inoltre possiamo essere orgogliosi delle nostre capacità di indagine scientifica, della nostra farmacologia, fisiologia e clinica per cui possiamo applicare i metodi di studio della nostra medicina convenzionale alle stesse casistiche e agli stessi trattamenti di cui si occupa la medicina cinese.

E' quindi possibile tentare una comprensione "scientifica" della farmacologia cinese e le ricerche sul Ginseng costituiscono un esempio.

Nel linguaggio della medicina cinese, da millenni questa radice è descritta in questo modo: sapore leggermente acre e dolce, una natura neutra, stimola i meridiani Milza-Pancreas, Polmone e Cuore. Inoltre, tonifica l'energia originale Yuan Qi, tonifica l'elemento terra e metallo, appaga lo spirito Shen e genera i liquidi Jin (2).

I dati scientifici sul Ginseng sono ormai molto numerosi (2) e descrivono i componenti della droga, i suoi effetti su vari sistemi di laboratorio e gli effetti clinici nell'uomo. Una recente ricerca nelle banche dati (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed/) ha prodotto un elenco di 1336 lavori scientifici dei quali ben 319 solo negli ultimi 3 anni.

I componenti del Ginseng sono principalmente saponine stereodiche (28 ginsenosidi), ma anche saponine triterpeniche, polisaccaridi ad alto peso molecolare detti glicani, o panaxani, steroli, vit. D, composti acetilenici, una sostanza lipolitica, oli essenziali (eremofillene, beta gurjunene, cariofillene, epsilonmurulene, gammapacthoulene, beta farnesene, aromadendrene, alloaromadendrene, betaguajene, gamma elemene, mayurone), 3 pirazine, 4 polliiine. Ma sempre nuove molecole vengono individuate e vengono inventati nuovi metodi di analisi: in un lavoro del giugno 2001 (16) sono individuati nuovi ginsenosidi (F4, Rg3, Rg5, Rg6, Rk1, Rk3, Rs3, Rs4, Rs5)

Numerosi sono i lavori negli animali che descrivono diversi effetti biologici, quali l'aumento della biosintesi dell'RNA e delle proteine, aumento del metabolismo dei carboidrati e dei lipidi.

Ovviamente non sono disponibili sperimentazioni farmacologiche complete di tutti i componenti fin qui noti, ne di tutte le loro interazioni nell'organismo umano. Sembra comunque acquisito che nel fitocomplesso coesistono sostanze con effetti farmacologici opposti: il ginsenoside Rg1, ad esempio, aumenta la pressione arteriosa e stimola il sistema nervoso centrale, mentre il ginsenoside Rb1 abbassa la pressione arteriosa ed ha una azione sedativa sul sistema nervoso centrale.

La letteratura dimostra significative differenze nel profilo dei componenti della droga in funzione della provenienza e della modalità di conservazione.

Nell'uomo la sperimentazione ha confermato le indicazioni della farmacoterapia cinese descrivendo effetti significativi di stimolo delle capacità di reazione dell'organismo e della funzione respiratoria.

Ci sono evidenze di svariate possibilità terapeutiche del Ginseng: sul cancro, sulla contrattilità miocardica, sull'immunità, sulla funzione respiratoria, nelle epatiti, sul sistema nervoso centrale, sulla perfusione vascolare, sulla sintesi proteica, sulla secrezione di catecolamine, sull'ACTH ed ormoni corticosteroidei, sulla lipogenesi, sull'aggregazione piastrinica, sulla glicemia ed nei processi antistress.

La sperimentazione rimane comunque parziale e siamo quindi ancora lontani da una completa comprensione logica-scientifica del Ginseng, pur comprendendo ormai alcuni meccanismi di azione. Anche evidente è la complessità di questo tipo di studi. Probabilmente saranno necessari dei decenni di ricerca per completare il puzzle di scoperte farmacologiche che spiegano il suo funzionamento.

Nel frattempo, forse vale la pena di tentare di comprendere meglio le spiegazioni che la medicina cinese utilizza da millenni, anche perché se il Ginseng attira le intense ricerche dei farmacologi, stessa sorte non godono le migliaia di altre droghe che la farmacoterapia cinese utilizza.

Così, forse, possiamo immaginare che con il termine "piccante" sono raccolte precise azioni fisiologiche descrivibili in chiave biochimica. In ogni caso, questa terminologia a noi tanto estranea ci mostra una medicina "olistica" che sintetizza e supera la nostra frammentazione fisiopatologica attenta a livelli sistemici distinti (apparati, organi, tessuti, cellule, molecole).

Un'altra interessante caratteristica della farmacoterapia cinese è quella di associare droghe diverse in una prescrizione.

Le ricette fitoterapiche cinesi possono contenere 5 - 10, o più droghe, ciascuna con il proprio rigoroso dosaggio. Sono associazioni antiche che derivano da tradizioni plurisecolari.

Le spiegazioni per le singole associazioni sono molto chiare, per i cinesi. Loro infatti individuano nelle ricette il ruolo di ciascuna droga indicandone la funzione e le reciproche interazioni. Ad esempio, una ricetta può essere composta da una droga che è indicata come "imperatore della ricetta", perché assume il ruolo principale nel trattare la causa o i sintomi principali della malattia. Altre droghe della stessa ricetta sono indicate come "consigliere, o ministro" in quanto potenziano l'azione dell'imperatore. Altre sono "aiutanti" perché trattano sintomi secondari, riducono eventuali effetti collaterali. Altre ancora sono indicate come "messaggere, o Ambasciatore" della ricetta in quanto indirizzano l'azione della ricetta verso un dato organo bersaglio, oppure armonizzano e coordinano i vari componenti della ricetta (1).

Fin dai testi antichi venivano individuate varie forme di interazione tra le droghe:

di rinforzo reciproco

assistenza reciproca

costrizione, o timore reciproco

soppressione reciproca

antagonismo reciproco

incompatibilità reciproca

Le qualità delle droghe, i loro sapori, le loro nature e i loro meridiani di azione nelle ricette devono costituire schemi armoniosi. Una droga fredda deve essere mitigata da una calda, un sapore armonizzato con un altro ecc. Ciò che più stupisce il medico occidentale è che questo criterio che assomiglia ad una favola, produce buoni risultati!

Evidentemente, queste associazioni producono una sinergia efficace di principi attivi che agiscono sul, o sui siti biochimici in modo farmacologicamente attivo e terapeutico.

 

5 Perché scegliere la fitoterapia nel trattamento dei nostri pazienti?

perché ce lo chiedono

perché funzionano

perché può avere valore educativo

perché si può proporre il consenso informato alla fitoterapia

Perché scegliere la fitoterapia nel trattamento dei nostri pazienti?

a) perché ce lo chiedono

I mass media sono interessati a promuovere l'immagine della cura con trattamenti naturali e, tra questi, le erbe. Nella clinica pratica, quindi, la fitoterapia può essere espressamente richiesta dal paziente al momento della visita.

Possiamo speculare se si tratti di un romantico ritorno alla natura, o del fascino della riscoperta delle tradizioni, delle ricette della nonna, o delle vecchie intuizioni terapeutiche.

Ascoltiamo, talvolta, dei pazienti che si dicono delusi dai limiti della medicina accademica e che sono convinti che nei trattamenti fitoterapici esista una importante e migliore possibilità di cura.

Ci sono altri pazienti che chiedono terapie fitoterapiche perché, sulla base di conoscenze dirette o per cultura tramandata nel contesto familiare, già conoscono le proprietà curative delle piante: la marmellata di tamarindo, o i semi di sesamo per la stitichezza, la camomilla per l'insonnia, il caffè per l'attenzione, l'eucalipto per la tosse ecc.

Molte di queste persone sono decise ad utilizzare prodotti fitoterapici nella cura dei loro disturbi anche a dispetto dei consigli medici. In questi pazienti può essere comunque opportuno che il medico assista le applicazioni, anziché abbandonarlo alle "cure" improvvisate dei praticoni, o del "fai da te".

Perché scegliere la fitoterapia nel trattamento dei nostri pazienti?

b) perché funzionano

Le evidenze di funzionamento degli estratti delle piante sono numerose e ormai ampiamente publicizzate. Pur in assenza di sperimentazione scientifica completa, sono numerosi i prontuari di fitoterapia disponibili anche nelle farmacie e nelle erboristerie oppure anche in Internet (3).

Le indicazioni cliniche sono le più disparate e vanno dal cancro, all'aperitivo.

Sono centinaia e forse più le erbe proposte, ora anche con la possibilità di reperire droghe da tutto il mondo.

Della scuola dell'AIRAS e dalla mia limitata esperienza, mi sembra che un prontuario terapeutico ragionevole possa essere il seguente:

insuff venosa periferica

Centella asiatica, Ippocastano, Rusco, Cipresso

cellulite

Centella, Mirtillo, Fucus

Insufficienza epatica

Tarassaco, Boldo, Carciofo,

dispepsie

angelica

stitichezza

Malva, Piantaggine, Psilio,Lino,

gastrite

Menta, Melissa, Liquirizia,

Colite

Agrimonia, Mirtillo, Lampone, Menta, Finocchio

astenia

Ginseng

Insonnia

Valeriana, Camomila, Biancospino

Ansia

Tiglio, Passiflora, Kava Kava

Depressione

Iperico

artrite

Arpagofito, Spirea Ulmaria, Salice, Ribes N.

Osteoporosi

Equiseto, Soia

Sdr climaterica

Actea Racemosa, Soia, Dioscorrea villosa, Trifoglio, Salvia

dismenorrea

Angelica, Camomilla, Agnocasto, Melissa, Ipperico, Salvia, Passiflora, Valeriana, Actea Racemosa

Vertigini

Ginko Biloba

Sdr influenzale

Echinacea, Timo, Uncaria, Grindelia, Drosera

Obesità

Fucus, carciofo, spirulina, Cr, Betulla Gugul, Garsinia

Mucolitici

Marrubio, liquirizia

Balsamici

Oli essenziali eucalipto, pino, timo, aglio

Tosse

Drosera, Grindelia

Sono disponibili, comunque, svariati vademecum.

Rimangono comunque indicazioni ancora estranee al prontuario terapeutico, salvo rare eccezioni. Infatti, come detto nella prima parte, le evidenze cliniche sono difficilmente confermabili da studi scientifici rigorosi per la variabilità del fitocomplesso e per la complessità del suo funzionamento solo parzialmente noto da un punto di vista farmacologico.

Perché scegliere la fitoterapia nel trattamento dei nostri pazienti?

c) perché può avere valore educativo

le stesse motivazioni che portano le persone a chiedere autonomamente i trattamenti fitoterapici (vedi punto a) consentono al medico di intraprendere con il paziente un processo educativo improntato al miglioramento del rapporto con la natura, all'alimentazione e alla migliore cura della salute.

In ogni situazione clinica, l'equilibrio del paziente può trovare un aiuto anche importante nel rapporto con la natura. Se il medico ha l'opportunità di parlare di fitoterapia, può ricordare al paziente che, se ci si relaziona con l'ambiente in modo corretto, ci sono ricche possibilità di ricevere aiuto dall'ambiente naturale che ci circonda. E' facile ricordare al paziente che ".. sì, il Tarassaco va assunto mediante due tisane al dì lontano, o prima dei pasti per stimolare le funzioni epatiche..ecc.; e il Tarassaco e proprio la stessa pianta che i nostri vecchi chiamavano pisaletto; la stessa che molti anni fa andavamo a raccogliere lungo i fossi in primavera per soffiarne i semi .."; e' facile allargare il dialogo alle proprietà terapeutiche delle varie droghe, dal rosmarino, al carciofo, all'ortica ecc. Molti pazienti ignorano completamente le proprietà curative delle piante, salvo poi ricordare che certamente il caffè stimola, la camomilla rilassa, la prugne sono lassative e la menta calma la tosse. Se il dialogo e l'interesse si allarga possiamo recuperare nella memoria del paziente le usanze di cura dei nonni, gli impiastri, o i suffumigi e mostrare come la farmacoterapia moderna altro non ha fatto se non studiare quelle strategie, cercando di isolare i principi attivi per utilizzarli in modo più sicuro. Sono dialoghi che possono essere molto piacevoli sia per il medico che per il paziente e che permettono di considerare la natura, con le sue forze, un potente alleato della salute.

Abbiamo anche una occasione speciale per parlare di alimentazione, illustrando i valori non solo nutrizionali, ma anche farmacologici dei vegetali del nostro orto: le proprietà anticolesterolo dell'aglio, quelle antiossidanti e capillaro protettrici del mirtillo, quelle colagoche coleretiche del carciofo, ecc.. In generale si può far notare come le piante che vivono nel nostro ambiente hanno potenti caratteristiche biochimiche che le possono rendere a noi amiche o al contrario, anche nemiche se ingerite incautamente.

Infine, la fitoterapia può essere educativa in quanto, se compresa correttamente e applicata con sufficiente soddisfazione (cioè se il paziente verifica significativi miglioramenti nella sua salute), può diventare una semplice, accessibile e gradita forma di auto cura, che spesso può accompagnare il paziente per tutta la vita entrando nel suo stile di vita.

Di regola questo comporta una certa auto disciplina nell'assunzione e comunque una abituale migliore attenzione alla salute. Un esempio può essere offerto nella terapia di comuni dolori reumatici: mentre l'assunzione di un FANS toglie rapidamente il dolore, la fitoterapia può proporre periodi di cura di diverse settimane con droghe "drenanti" ed antireumatiche. Gli effetti non sono mai rapidi ed il paziente è chiamato ad una paziente temporanea sopportazione dei suoi disturbi. Deve costruire la sua salute con convinzione e metodo. I risultati che può ottenere potranno essere molto convincenti, con una stabilizzazione dei disturbi molto maggiore rispetto alle terapie con FANS e soprattutto con la determinazione e l'orgoglio di essere l'artefice della propria salute (pur con gentili alleati: noi!?). Inoltre, può vedere risolti altri disturbi minori correlati al reumatismo, dall'insonnia alla digestione difficile, alla cefalea, o altro. Ben diversa storia rispetto all'abitudine di dover oscillare tra effetti farmacologici immediati e loro effetti collaterali di tipo gastrico.

Il paziente impara che può ottenere buoni benefici utilizzando forme di cura che però richiedono disciplina, attiva comprensione del funzionamento della droga, anche nei suoi limiti. Quanto possa inserirsi l'effetto placebo nei risultati clinici ha importanza solo speculativa. Ben venga anche l'effetto placebo se rinforza un convinto programma terapeutico correttamente presentato (vedi consenso informato)

In sintesi, mentre il paziente rimane essenzialmente ignorante e passivo nel ricevere le prescrizioni farmacologiche tradizionali, al contrario, davanti a prescrizioni fitoterapiche possiede una varietà di possibilità di comprensione ed elaborazione culturale che lo possono gratificare e orientare in un processo educativo molto profondo.

Perché scegliere la fitoterapia nel trattamento dei nostri pazienti?

d) perché si può proporre il consenso informato alla fitoterapia

La fitoterapia dovrebbe essere una delle opzioni a disposizione del medico al termine della sua diagnosi. Purtroppo abbiamo abituato i pazienti a cercare "specialisti" ed ora ci sono pazienti che vanno alla ricerca di Omeopati, o di Agopuntori, o di Fitoterapeuti. Quindi se il paziente entra nel mio studio cercando il fitoterapeuta mi sento autorizzato a prescriverla "in automatico", ma forse è il caso di ricordare che la sequenza inizia con la diagnosi. Se il medico si orienta verso la prescrizione fitoterapica, come per ogni altro atto terapeutico, dovrebbe ottenere dal paziente il necessario "consenso informato".

Ed allora, riguardo alla Fitoterapia, quali dovrebbero essere le informazioni fondamentali da comunicare al paziente?

Possiamo distinguere informazioni generali, comuni ad ogni trattamento fitoterapico e informazioni specifiche del caso che si intende curare.

Le informazioni generali sulla fitoterapia riguardano argomenti molto vari ed il paziente potrà avere livelli diversi di interesse a seconda delle sue condizioni culturali e mentali. Si propongono le risposte essenziali che il medico può dare alle domande più comuni:

Domande comuni

Risposte essenziali

cos'è la fitoterapia?

È una terapia con estratti di piante; contengono sostanze farmaceuticamente attive e vanno quindi assunte dopo che il medico ha effettuato una diagnosi e si è valutato insieme il bilancio rischi benefici

quali sono le garanzie scientifiche della sua efficacia?

Ci sono evidenze di efficacia, non garanzia di efficacia. Sono evidenze segnalate dall'esperienza clinica e da studi preliminari. Non c'è garanzia di efficacia descritta scientificamente per la complessità dei componenti della droga e per la variabilità dei contenuti del fitofarmaco.

quali sono i rischi della fitoterapia?

Gli effetti collaterali dei fitofarmaci che si prescrivono sono generalmente molto limitati, salvo l'osservazione di reazioni avverse di tipo gastroenterico, o dermatologico che possono comparire nei primi giorni di terapia. Trattandosi di sostanze dotate di attività farmacologica, cioè attive biochimicamente sulla fisiologia umana, è opportuna la prescrizione ed il controllo medico. Tra le erbe non mancano sostanze velenose e si sconsigliano a pazienti con insufficienza renale, donne gravide e bambini sotto i due anni.

Manca una farmacovigilanza in fitoterapia e la conoscenza chimica della droga è solo parziale, per cui i rischi della fitoterapia non sono valutabili

Quali sono le principali differenze tra la fitoterapia e la farmacoterapia convenzionale?

- Il fitoterapico contiene varie sostanze dotate di attività farmacologica parzialmente conosciute sintetizzate e mescolate dalle cellule della pianta di origine, mentre il farmaco convenzionale contiene una o poche molecole ben note e studiate in dettaglio

- la fitoterapia, in genere, agisce in modo più blando e graduale, ma può dare risultati più generali e minori effetti collaterali

Al paziente sono inoltre dovute informazioni specifiche sul trattamento fitoterapico che proponiamo. Sono informazioni che dovrebbero affrontare il tema del rischio/beneficio del trattamento ed illustrare quali terapie convenzionali potrebbero essere attuate. Si tratta, cioè, di descrivere al paziente le varie possibilità terapeutiche che sono disponibili per il suo caso affinchè lui possa scegliere con la sufficiente cognizione di causa. In linea di massima, le garanzie che la ricerca scientifica offre ai trattamenti convenzionali rende doverosa la raccomandazione di questi trattamenti. Però, iniziano a comparire in letteratura lavori che invertono questa impostazione. Ad esempio l'Actea Racemosa è stata raccomandata come trattamento dei disturbi vasomotori della menopausa. In queste situazioni si raccomanda di procedere a tappe in modo che, dopo l'utilizzo di placebo, si utilizzi la pianta e solo se questa risulta inefficace si ricorrera al trattamento con ormoni (8).

E' importante segnalare la possibilità di interazioni del trattamento fitoterapico con quello farmacologico. In genere la fitoterapia può aumentare il catabolismo dei farmaci perché attiva i processi di glicuronoconiugazione epatica, o incrementa la diuresi; vanno inoltre segnalate le possibili interazioni a livello di assorbimento, sia nel senso di un loro potenziamento nel caso di fitoterapici che contengono saponine, sia nel senso di un loro decremento, nel caso di fitoterapici con mucillagini.

Vanno inoltre segnalate le interferenze con i trattamenti chirurgici, recentemente evidenziate in letteratura (9).

In sintesi possiamo adottare anche per la fitoterapia il facsimile del "consenso informato" raccomandato dalla Società Italiana di Agopuntura e dalla FnomCeO, a seguito del dettato degli articoli 31-35 del cap. IV (informazioni e consenso) dell’Appendice B del Codice Deontologico Professionale Medica, approvato dal Consiglio Direttivo dell’Ordine Provinciale di Roma dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, il 10 novembre del 1998 (fig 2).

Possiamo anche utilizzare un importante riferimento nella nostra attività fitoterapica quando incontriamo reazioni avverse: il Centro  CRAFit  (CONTROLLO REAZIONI AVVERSE DA FITOTERAPICI) presso il Servizio di Fitoterapia dell’Ospedale di Empoli realizza un sistema di segnalazione e raccolta di eventuali dati relativi a reazioni  avverse dovute alle piante medicinali, ad estratti fitoterapici, prodotti erboristici, integratori su base vegetale, cioè a tutti quei prodotti naturali che non rientrano nella categoria dei farmaci registrati (USL 11 di Empoli  www.usl11.toscana.it ).

In generale, il consenso informato alla fitoterapia deve prevedere da parte del paziente una collaborazione attiva al trattamento discretamente maggiore di quella per la farmacoterapia convenzionale. Infatti, gli effetti terapeutici possono essere meno evidenti e specifici nel breve periodo, le somministrazioni quotidiane delle droghe sono sempre numerose e ci sono frequenti accorgimenti dietetici o comportamentali che si associano alla prescrizione. Ne deriva un più profondo rapporto medico - paziente e possono essere utilizzate le potenzialità educative descritte sopra al punto 5 C.

Se prescriviamo fitoterapia ovviamente ci attendiamo effetti terapeutici migliori di quelli ottenuti con la farmacoterapia classica. Sono, in genere miglioramenti più duraturi, con meno effetti collaterali e che riguardano uno spettro più ampio di sintomi.

Ma la mancanza di una base scientifica alle promesse di miglioramento va in qualche modo comunicata al paziente. Possiamo assumere un linguaggio tecnico con cui riportare i lavori osservazionali, o studi di meta analisi o lavori di ricerca in vitro, o su animali ecc. ma non possiamo dimenticare di ricordare, a noi per primi, che se la glicirriza possiede nell'animale il tale effetto, ciò non significa assolutamente che quell'effetto sarà riprodotto identico nel nostro paziente!!

La recente cronaca ci parla di statine che in alcuni pazienti producono rabdomiolisi e forse anche il decesso. Questo ha determinato il ritiro del farmaco dal commercio, un farmaco che risulta molto studiato ed enormemente utilizzato da milioni di pazienti nel mondo.

Lo stesso rigore nei controlli non è garantibile in fitoterapia, per cui, se mancano gli studi scientifici, o se sono parziali, se le informazioni sui possibili effetti collaterali sono incomplete, al momento dell'eventuale prescrizione dobbiamo avvisare il paziente di questa situazione di rischio "non valutabile".

Talvolta, i mass media parlano di fitoterapia con un linguaggio che richiama alla antica tradizione erboristica popolare, o perché no?, a quella ancor più antica e affascinante orientale, o degli indiani d'America ecc.. Nel dialogo medico paziente questi argomenti risultano quantomeno parziali e semplicistici. Gli ambiti culturali a cui possiamo fare riferimento per motivare l'uso della droga che vogliamo prescrivere sono nettamente diversi nello spazio, o nel tempo da quello in cui vive il nostro paziente. Non è quindi corretto questo approccio per giustificare la prescrizione, ma può solo avere il senso di una lontana testimonianza, o di un aneddoto culturale curioso.

Nonostante questi disincantati doveri di informare il paziente, i risultati clinici che vengono riferiti nella Scuola di FITOTERAPIA SCIENTIFICA dell'AIRAS, o che troviamo in letteratura, o che possiamo osservare personalmente, ci stimolano ad utilizzare anche le opportunità terapeutiche offerte dalle piante.

A mio parere, dopo la fase del consenso informato in fitoterapia, il rapporto medico - paziente evolve in modo più personalizzato rispetto a quello che segue una prescrizione di farmacoterapia convenzionale. I risultati attesi, forse, qui vengono osservati e accolti con più consapevolezza, mentre con i farmaci convenzionali è più facile che il paziente assuma un atteggiamento più superficiale, fatalista, o con pretese infantili.

Ma, forse, per il medico fitoterapeuta serve allargare lo studio alla fisiologia vegetale per recuperare una formazione adeguata a questa terpaia non prevista nei nostri corsi di laurea e che comporta meccanismi d'azione e significati più ampi di quelli della farmacoterapia convenzionale.

 

·        Figura 2 FAC-SIMILE DI CONSENSO INFORMATO

·        Studio Medico Dr………………………………………….Via………………………………………………………….Tel………………………………………………………….

Dichiarazione di ricevuta informazione e CONSENSO a prestazione sanitaria di FITOTERAPIA

Sig/Sg.ra……………………………………………………………………………………… Via……………………………………………………………………………………………………

Con la presente scrittura vengono riportati i principali dati relativi allo stato di salute accertato a seguito di visita medica effettuata e si forniscono le informazioni atte ad acquisire, o meno, il consenso delle esecuzioni degli accertamenti diagnostici e/o dei trattamenti terapeutici ritenuti necessari e, comunque, già verbalmente illustrati

 

Il sottoscritto/a…………………………….dichiara di aver ricevuto le informazioni verbali e soprascritte relative al proprio stato di salute e di aver compreso termini e modalità dell’intervento diagnostico/terapeutico proposto dal medico, nonché delle conseguenti indicazioni fornite dal medesimo.

Sulla base di quanto sopra formula pertanto il proprio (1)…………………all’effettuazione delle terapie illustrate ed indicate, con applicazione di quelle previste dalla Medicina non convenzionale

1.      scrivere "consenso" o "diniego".

Città, lì……………………..

(firma del Medico)

(firma del cittadino o di chi ne fa legalmente le veci

nei casi espressamente previsti da legge o dal Codice di Deontologia)

 

Bibliografia

1 Roberto Gatto "Generalità di Farmacologia cinese" Dispense 3°anno del corso di Agopuntura So Wen Milano

2 Dispense 1° anno del corso di Fitoterapia Scientifica PADOVA 2000 F.Ceccarelli M. Corradin C. Di Stanislao A. Chinellato M. Bologna

3 Vademecum di fitoterapia classica PHYTOS www.phytosonline.it

1 Buchanan B., Gruissem W., Jones R. "Biochemistry & Molecular Biology of Plants " American Society of Plant Physiologists 2000

6 Dispense 1° anno del corso di Fitoterapia Scientifica PADOVA 2000 F.Ceccarelli M. Corradin C. Di Stanislao A. Chinellato M. Bologna

7 E: Campanini Dizionario di Fitoterapia e piante medicinali ed. Tecniche Nuove 1998

16 J Chromatogr A 2001 Jul 6;921(2):335-9 Liquid chromatographic determination of less polar ginsenosides in processed ginseng. Kwon SW, Han SB, Park IH, Kim JM, Park MK, Park JH. Research Institute of Pharmaceutical Science, College of Pharmacy, Seoul National University, South Korea.

8 Rauthe-G Fortschr-Med. 114/5 (26+29-30) 1996 Menopausal complaints in women with breast cancer. Is effective treatment possible? WECHSELJAHRESBESCHWERDEN BEI MAMMAKARZINOMPATIENTINNEN. IST EINE EFFEKTIVE BEHANDLUNG MOGLICH?

9 Ang-Lee MK, Moss J, Yuan CS. JAMA 2001 Jul 11;286(2):208-16 Herbal medicines and perioperative care. Department of Anesthesia and Critical Care, University of Chicago, 5841 S Maryland Ave, MC 4028, Chicago, IL 60637, USA. [email protected]

 

Indirizzi per chiarimenti:

Marco Zancanella

 v.lo XX Settembre 119 45027 Trecenta (RO)

Email :  [email protected]